<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002</id><updated>2012-02-13T20:01:30.651-08:00</updated><category term='ironie'/><category term='riflessioni'/><category term='vecchie rime satiriche'/><category term='satira'/><title type='text'>L'avilone</title><subtitle type='html'>Finalmente posso rendere noto a tutti, il mio stato d'animo, liberamente e senza coercizioni!
Questa è la vera libertà che ho cercato per una vita e che mi permetterà di far sapere agli altri ciò che agita i miei pensieri, anche se ciò interesserà a pochi....</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>34</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-3568613887791689808</id><published>2009-02-08T14:28:00.000-08:00</published><updated>2009-02-08T14:30:29.892-08:00</updated><title type='text'>Le sgrammaticature della RAI</title><content type='html'>Le sgrammaticature della RAI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vorrei essere l’unico utente ad avere notato quest'intollerabile segnale d’asineria da parte dei responsabili degli inserti pubblicitari con cui la benemerita RAI esorta gli utenti a mettersi in regola con il pagamento del canone d'abbonamento.&lt;br /&gt;Se così fosse sarebbe manifesto il livello culturale medio del nostro popolo e quindi spero che anche altri si siano accorti dello strafalcione in questione.&lt;br /&gt;In pratica si sollecitano i ritardatari a mettersi in regola con (udite, udite) l’ABBUONAMENTO.&lt;br /&gt;Questo strano lemma non esiste nella lingua italiana, dato che la parola giusta è ABBONAMENTO, senza la U arbitrariamente intercalata dal sapientone designato (e ben retribuito) a svolgere tale incombenza.&lt;br /&gt;Proprio a voler cercare il pelo nell’uovo, la parola ABBUONAMENTO si potrebbe far derivare da &lt;br /&gt;ABBUONARE che, in però significa fra l’altro, praticare uno sconto od offrire un omaggio su quanto dovuto, ma non è per niente così, anzi si tratta del contrario (vedi sanzioni per ritardato pagamento del canone).&lt;br /&gt;Non mi si venga a dire, per carità, che si tratta di facezie o freddure da non prendersi sul serio perché invece l’accaduto rende evidente il fatto che l’Amministrazione della RAI è in mano ad un branco di somari da assimilare a coloro che per il consueto servilismo fanno vista di non accorgersi di ciò che avviene intorno a loro.&lt;br /&gt;Ho paura che questa gente, in definitiva, costituisca addirittura la maggioranza degli utenti, plagiati scaltramente da Mediaset e che, fra l’altro non sono in grado di mettere insieme una semplice lettera.&lt;br /&gt;Figuriamoci se sono in grado di rilevare errori grammaticali, peculiari di tanti dipendenti pubblici.&lt;br /&gt;Le nuove generazioni usano scrivere, per quel poco di cui sono capaci, nel modo il più possibile abbreviato, ricorrendo a simboli che in un testo letterario c’entrano come il cavolo a merenda!&lt;br /&gt;Comunque sembra che ai nostri parrucconi non interessi un bel niente dell’imbarbarimento in atto&lt;br /&gt;del modo di scrivere, anche di scrittori alla moda e dei nostri politici, che di svarioni ed abbagli simili ne fanno pane quotidiano.&lt;br /&gt;Allora non facciamone un dramma, ma teniamo sempre presente, la desolante mancanza di una, sia pur semplice, cultura fra tutti coloro che in Italia si sono arrogati il diritto di comandare la nazione e di legiferare.&lt;br /&gt;Fin che dura………&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini domenica 8 febbraio 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-3568613887791689808?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/3568613887791689808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=3568613887791689808' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/3568613887791689808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/3568613887791689808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2009/02/le-sgrammaticature-della-rai.html' title='Le sgrammaticature della RAI'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-8915651514047313403</id><published>2009-01-29T14:13:00.000-08:00</published><updated>2009-01-29T14:33:06.254-08:00</updated><title type='text'>Il bavaglio a tutti gli italiani</title><content type='html'>Lentamente, molto lentamente ci stanno tutti quanti cloroformizzando.&lt;br /&gt;Meglio ancora,ci hanno mitridizzato e, direi, con pieno successo.&lt;br /&gt;Siamo diventati immuni ad ogni veleno, giornalmente propinatoci&lt;br /&gt;Ogni giorno ci inchiappetano vigorosamente e noi restiamo proni e servizievoli, senza emettere un fiato, da veri pecoroni quali siamo, e qui aveva ragione Al Tappone quando definì così tutti gli italiani.&lt;br /&gt;E' d'oggi il provvedimento che in pratica rende impossibili, salvo casi eccezionali (..e quali?) le intercettazioni da parte dei tanto vituperati magistrati. Mi rivolgo allora a tutti i miei connazionali: "Va bene così?"&lt;br /&gt;Contenti voi, contenti tutti!&lt;br /&gt;Io non ci stò,......cogito ergo sum.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-8915651514047313403?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/8915651514047313403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=8915651514047313403' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8915651514047313403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8915651514047313403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2009/01/il-bavaglio-tutti-gli-italiani.html' title='Il bavaglio a tutti gli italiani'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-6800930096158133940</id><published>2009-01-24T14:19:00.000-08:00</published><updated>2009-01-24T14:31:22.493-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Bolle di sapone</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SXuWS8Xd-xI/AAAAAAAAAG4/1vDohMe51ek/s1600-h/bolle+di+sapone.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 127px; height: 95px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SXuWS8Xd-xI/AAAAAAAAAG4/1vDohMe51ek/s320/bolle+di+sapone.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294991039090522898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bolle di sapone&lt;br /&gt;…..come ci divertivamo con poco o niente.&lt;br /&gt;Infatti bastavano poche scaglie di sapone da bucato, un vecchio bicchiere ed una cannuccia ricavata da una canna vera e propria che cresceva sugli argini del fiume.&lt;br /&gt;Non c’erano altri ingredienti, c’era da fare solo un po’ di lavoro per amalgamare il sapone con l’acqua messa nel bicchiere; in pratica si soffiava, con la canna, nella miscela d’acqua e sapone fino a quando questo non s’era disfatto, formando un soluzione viscida e schiumosa.&lt;br /&gt;Ora non restava che cominciare a soffiare nella cannuccia intrisa nell’acqua saponosa  per far di bolle ed all’inizio, ciò, non è poi così facile come sembrerebbe.&lt;br /&gt;Come per tutte le cose, anche per le più semplici, bisogna fare un po’ di pratica e poi va tutto liscio.&lt;br /&gt;Anche nel fare le bolle di sapone c’è chi è più o meno abile e chi è bravo riesce a soffiare bolle più grandi.&lt;br /&gt;Queste bolle sono veramente un miracolo per la loro fragilità e delicatezza, con il loro cangiare nei vari colori dell’iride e con il loro leggero volare in balia della brezza più lieve.&lt;br /&gt;I bambini piccoli danno acuti strilli di gioia e le inseguono per afferrarle ma appena le sfiorano….paff, la bolla sparisce!&lt;br /&gt;I ragazzi grandicelli sperimentano sempre nuove miscele con empirici ingredienti, nella speranza di ottenere bolle sempre più grandi e se ottengono un sia pur lieve risultato non rivelano a nessuno la nuova formula; ciò per stupire gli amici e vincere qualche eventuale gara a chi riesce ad ottenere la bolla più grossa o duratura.&lt;br /&gt;Io, alla mia avanzata età, mi diverto ancora a far le bolle per la gioia dei miei nipotini e mischiando vari saponi liquidi e altre diavolerie moderne, reperibili in bagno ed in cucina, riesco a fare bolle veramente enormi e così resistenti da riuscire ad inserire una bolla in un’altra bolla e in un’altra ancora.&lt;br /&gt;Resta il rimpianto che quando ero bambino non avevo a disposizione altro che acqua e qualche rimasuglio di sapone di Marsiglia.&lt;br /&gt;Anche questo farebbe parte del progresso ma, ormai, le preistoriche e obsolete bolle di sapone non le vedi fare più ad alcuno.&lt;br /&gt;Oggi si trovano in commercio confezioni per fare bolle di plastica che sono veramente brutte a vedersi o quei tubetti in cui soffiando in un aggeggio ottieni una serie di minuscole bollicine che fanno veramente ridere e nulla lasciano alla creatività ed al sapersi arrangiare del ragazzo moderno che, d’ altronde, è un mostro di bravura con la play-station……..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-6800930096158133940?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/6800930096158133940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=6800930096158133940' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6800930096158133940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6800930096158133940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2009/01/giancarlo-noferini-bolle-di-sapone.html' title='Bolle di sapone'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SXuWS8Xd-xI/AAAAAAAAAG4/1vDohMe51ek/s72-c/bolle+di+sapone.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-249161304994934053</id><published>2009-01-04T14:52:00.000-08:00</published><updated>2009-01-04T15:31:33.303-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ironie'/><title type='text'>La beffa di natale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SWFGw5nQbmI/AAAAAAAAAGs/5uI2Qjp0UEY/s1600-h/i+miserabili.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 118px; height: 113px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SWFGw5nQbmI/AAAAAAAAAGs/5uI2Qjp0UEY/s320/i+miserabili.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287585243422813794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per molti pensionati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamoci la verità, se Bellachioma voleva, com’è avvezzo fare, prendere per i fondelli le classi più deboli e meno abbienti, bisogna dire che ci è pienamente riuscito!&lt;br /&gt;Per dimostrare la sua grandezza d'animo e per alleviare le difficoltà peculiari dei pensionati al minimo, ha provveduto a inviare a costoro una master-card che si dovrebbe automaticamente ricaricare di quaranta euro mensili.&lt;br /&gt;Questa carta è da usarsi solo in determinati esercizi commerciali e, bada bene, solo per acquisti alimentari o saldo bollette energetiche. &lt;br /&gt;Resta il mistero di quali criteri si siano usati per favorire certe catene di distribuzione.&lt;br /&gt;Meglio faceva il compianto Mortadella, che versava l’obolo direttamente sulla pensione ed evitava di esporre alla pubblica gogna (si fa per dire..) il povero indigente, già abbastanza vessato.&lt;br /&gt;Può anche darsi che ci fosse realmente bisogno di un così macchinoso iter per aver diritto a tale accatto e ciò per evitare indebite assegnazioni.&lt;br /&gt;In fin dei conti si ha a che fare con i furbastri degli italiani!&lt;br /&gt;Ma lasciamo, sia pure a malincuore, perdere la forma e veniamo al sodo.&lt;br /&gt;Secondo precise indicazioni ministeriali, la carta sarebbe stata caricata di centoventi euro, vale a dire quaranta euro mensili per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, entro due giorni dal ricevimento della stessa, come si rileva dal documento esplicativo consegnato agli aventi diritto, sic…&lt;br /&gt;In verità, per la quasi totalità, la carica delle card assegnate sta avvenendo in questi giorni e per tal ragione, molti poveracci che si erano precipitati ai super per fare una congrua spesa natalizia si sono sentiti dire che la loro card era fasulla; molti squattrinati hanno dovuto mestamente rimettere la merce prelevata, sugli scaffali ed hanno anche dovuto sopportare gli ironici commenti degli altri avventori presenti al fattaccio.&lt;br /&gt;In pratica, a Firenze direbbero: “Agli zoppi, grucciate!”&lt;br /&gt;Forse per tutto l’accaduto, per Bellachioma e compari, esiste una demenziale giustificazione, elaborata nei loro imperscrutabili meandri cerebrali e che potrebbe essere, più o meno questa:&lt;br /&gt;“Se questi eterni affamati si ritrovano in tasca una così cospicua ed inaspettata cifra, certamente si daranno ad inconsulti e pericolosi bagordi ed allora è necessario proceder per gradi e con la dovuta cautela, non si sa mai…”&lt;br /&gt;In definitiva, i pensionati non hanno che da ringraziare il Grande Capo che, così facendo, ha loro evitato pericolosi ictus e perniciosi infarti al miocardio.&lt;br /&gt;Forza ingrati pensionati, tutti in coro: “Grazie di cuor e grazie, grazie ancor al Grande Silvio che, al pari dell’Onnipotente, vede e provvede!”&lt;br /&gt;……da cantarsi sull’aria di Grazie dei Fior, come Nilla Pizzi…..&lt;br /&gt;Disse il Giusti: “Popolo ignorante e ciuco, tutto vede e pur ci crede!”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-249161304994934053?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/249161304994934053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=249161304994934053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/249161304994934053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/249161304994934053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2009/01/la-beffa-di-natale.html' title='La beffa di natale'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SWFGw5nQbmI/AAAAAAAAAGs/5uI2Qjp0UEY/s72-c/i+miserabili.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-7757263423407606910</id><published>2008-11-19T03:09:00.000-08:00</published><updated>2008-11-20T02:31:06.996-08:00</updated><title type='text'>Gli appecoronati</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SSP2b4t6W5I/AAAAAAAAAGE/s0AveQPY2KY/s1600-h/pecoroni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 90px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SSP2b4t6W5I/AAAAAAAAAGE/s0AveQPY2KY/s320/pecoroni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270326947895466898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo il Cavalier Silvio alias Silvan ritorna sugli scudi con le sue facezie, purtroppo non sempre intelligibili per i molti suoi incolti connazionali sinistrorsi.&lt;br /&gt;Perfino quel bell’esemplare d’umanoide del ministro Brunetta gli è stato di grande aiuto nella sua campagna denigratoria, asserendo che i fannulloni italiani stanno tutti a sinistra:&lt;br /&gt;Se poi, all’assecondata lista di giornalieri insulti, aggiungiamo gli epiteti nuovi di conio e frutto delle oltremodo spremute meningi di trentenne (come ama definirsi il nostro) vuol dire che la classe politica italiana è giunta al capolinea! &lt;br /&gt;In questi giorni la sinistra ha supinamente e servilmente accettato una tale sequela d’irrisioni che in altre nazioni avrebbero comportato le dimissioni dell’intero apparato governativo a furor di popolo.&lt;br /&gt;Ma come dice Silvio, audace emulo del trasformista mago Silvan, gli italiani sono, testuali parole del Cavaliere, pecoroni,pusillanimi,nullafacenti e pure, udite,udite,appecoronati! &lt;br /&gt;Appecoronati, direte voi?&lt;br /&gt;Ho sfogliato diversi vocabolari, anche on-line, ma non ho trovata traccia di quest'originale lemma;&lt;br /&gt;comunque ci vuol poco a comprendere che l’originale epiteto tende ad evidenziare l’arcinota posizione accondiscendente e specifica delle ultime generazioni degli italiani: mosci, cedevoli e leccapiedi.&lt;br /&gt;Proprio come desidera in cuor suo, il Cavaliere!&lt;br /&gt;C'è ancora qualcosa che mi sfugge sul problema partenopeo, vedi eliminazione dei rifiuti urbani.&lt;br /&gt;Il Premier dice d’averlo brillantemente risolto, ma una di queste mattine, su una rete nazionale, è andato fugacemente in onda uno strabiliante reportage in cui si mostrava il sottosuolo di Piazza Plebiscito e di Napoli intera, saturo fino all’inverosimile, di ecoballe, elettrodomestici, tv ed ogni altro bendiddio.&lt;br /&gt;E’ da qui che scaturisce l’accostamento di Silvio al mago Silvan.&lt;br /&gt;Come si è potuta spostare tutta la spazzatura di Napoli, dalla superficie al sottosuolo urbano,senza che alcuno si sia accorto di nulla?&lt;br /&gt;Con la magia?&lt;br /&gt;A meno che non si trattasse d’ennesima bufala propalata a bella posta da non si sa chi!&lt;br /&gt;Oppure i soliti ignoti hanno messo, di nuovo, il bavaglio all’informazione pubblica!&lt;br /&gt;E’ davvero strano che la faccenda non abbia seguito il suo naturale iter, dato che gli italiani più mattinieri hanno visto de visu,  tale servizio.&lt;br /&gt;In questa bell’Italia può succedere questo e ben altro!&lt;br /&gt;Allora, caro Silvio alias Silvan, vorresti avere almeno il buon senso di spiegarci ciò che è accaduto con il tuo beneplacito?&lt;br /&gt;Perché tu lo sai, a te non sfugge niente, proprio niente!&lt;br /&gt;Non muove foglia, che Dio non voglia!&lt;br /&gt;Noi, buona parte degli appecoronati, restiamo in trepida attesa.&lt;br /&gt;Auguri……di buon governo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini mercoledì 19 novembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-7757263423407606910?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/7757263423407606910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=7757263423407606910' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/7757263423407606910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/7757263423407606910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/11/gli-appecoronati.html' title='Gli appecoronati'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SSP2b4t6W5I/AAAAAAAAAGE/s0AveQPY2KY/s72-c/pecoroni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-5254936115138578493</id><published>2008-10-28T08:40:00.000-07:00</published><updated>2008-10-28T08:51:35.042-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ironie'/><title type='text'>Prosciutti e company</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SQc0_UHGLGI/AAAAAAAAAF0/42DiGRoT5iM/s1600-h/prosciutti.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 115px; height: 75px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SQc0_UHGLGI/AAAAAAAAAF0/42DiGRoT5iM/s320/prosciutti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262232951940590690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;martedì 28 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prosciutti ecc. ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrerebbe incredibile ma qualcuno l’ha ritentata.&lt;br /&gt;Uscimmo a pezzi dalla vicenda del vino al metanolo ma si continuano a perpetrare, con sorprendente assiduità, nuovi attentati alla salute pubblica.&lt;br /&gt;Ci hanno propinato prodotti caseari andati a male, trasformati in formaggio fuso o grattugiato;&lt;br /&gt;il tutto, con la complicità di grandi catene commerciali multinazionali, smaltito perfino nelle mense pubbliche e esponendo a grave rischio la salute del consumatore più ingenuo e inesperto, frastornato in maniera indecente dai mass- media, primi corresponsabili di ogni vicenda farabutta che si compie nel nostro paese.&lt;br /&gt;Pochi giorni fa, una delle più reclamizzate aziende italiane è uscita, per il rotto della cuffia, da un nuovo colossale scandalo; pare che si prefiggesse di smaltire tonnellate di prodotti deteriorati ed ormai scaduti.&lt;br /&gt;Comunque tutto è stato opportunamente smentito e messo a tacere dagli stessi responsabili, ma la pulce nell’orecchio rimane tuttora.&lt;br /&gt;L’ultima schifosa impresa riguarda il recupero e la smaltimento di celeberrimi prosciutti d’alta gastronomia, marci e invasi dai vermi.&lt;br /&gt;Come è noto agli addetti al settore, i prosciutti non adeguatamente protetti sono soggetti ad essere attaccati dalla mosca comune, sempre che essa riesca ad introdursi nei locali di stagionatura e deporre le proprie uova sui detti prosciutti.&lt;br /&gt;Il risultato di tale attacco è devastante ed, in tal caso, il prosciutto diventa un ammasso di carne marcia e ributtante.&lt;br /&gt;E’ venuto alla luce che esistono aziende che si occupano del recupero e la rimessa nei canali alimentari dei prosciutti così andati a male.&lt;br /&gt;Queste aziende che dovrebbero distruggere tali porcherie, invece le ripuliscono alla meglio e le riducono in piccoli pezzi.&lt;br /&gt;Questi vengono confezionati sotto vuoto, etichettati fraudolentemente e poi smaltiti sui banchi alimentari, in alcuni negozi tradizionali ed anche in alcuni supermercati, sempre attenti a realizzare il massimo profitto possibile dai loro commerci.&lt;br /&gt;A volte i pezzi così recuperati sono ridotti in frammenti che vanno a finire, ammiccanti, nei vassoi che certi irresponsabili rivenditori espongono al pubblico per l’assaggio, onde attirarlo al proprio banco; questo, da se, costituirebbe già un reato passibile dell’arresto immediato del rivenditore ma nessuno, come di norma, s’accorge di nulla e il crimine continua ad imperversare.&lt;br /&gt;Verrebbe allora la voglia di ritirarsi in campagna per allevarsi il bestiame per uso familiare e coltivarsi la propria verdura e frutta ma nemmeno il contadino è più autosufficiente, convinto che non è vantaggioso produrre alimenti in proprio, dato che il mercato offre, a prezzi convenienti e senza tanto lavoro, qualsiasi cosa di cui uno ha bisogno.&lt;br /&gt;Alla faccia dei sapori e della genuinità!&lt;br /&gt;Reso edotto di ciò che si compie a suo danno, volete sapere cosa, in effetti, si propone il consumatore italiano, supinamente privo d’iniziative?&lt;br /&gt;Nulla, assolutamente nulla ed afferma che lui se ne sbatte i c……!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci resta che subire…cornuti e mazziati o, come si dice dalle mie parti, becchi e bastonati!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-5254936115138578493?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/5254936115138578493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=5254936115138578493' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5254936115138578493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5254936115138578493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/10/prosciutti-e-company.html' title='Prosciutti e company'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SQc0_UHGLGI/AAAAAAAAAF0/42DiGRoT5iM/s72-c/prosciutti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-4316054986637466521</id><published>2008-10-24T14:43:00.000-07:00</published><updated>2008-10-28T08:58:26.066-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ironie'/><title type='text'>Il Grande Frainteso</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SQc2iOrKhoI/AAAAAAAAAF8/aufrRhBLpds/s1600-h/il+prossimo+tuo......jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 101px; height: 127px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SQc2iOrKhoI/AAAAAAAAAF8/aufrRhBLpds/s320/il+prossimo+tuo......jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262234651288307330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non passa giorno che il nullatenente Cavaliere, incompreso paladino del popolo, novello Don Chisciotte che si batte a viso aperto contro quei mostri celati nella losca sinistra, venga frainteso nelle sue decisioni.&lt;br /&gt;Molto frequentemente costoro lo attaccano alle spalle attribuendo al vessato dichiarazioni che a lui non sarebbero mai passate per la mente, povera vittima indifesa.&lt;br /&gt;Anche ieri, in quel di Pechino, il Nostro avrebbe minacciato gli studenti in agitazione di fare intervenire la polizia per allontanarli dalle Scuole requisite.&lt;br /&gt;Al che i biechi comunisti e loro degni accoliti hanno inscenato un’indegna caciara.&lt;br /&gt;Meno male che il Cavalier Reggente, degno rappresentante di noi italiani nel mondo, non si è minimamente scomposto ed, il giorno dopo, ha negato, con comprensibile sdegno, d’aver sostenuta una simile nefanda ipotesi.&lt;br /&gt;Allora, caro il mio Messia, come la mettiamo?&lt;br /&gt;Sei proprio sicuro di essere eternamente e proditoriamente frainteso?&lt;br /&gt;Forse, prima di lasciarti prendere la mano dal tuo eterno dire IO, faresti meglio a contare fini a dieci e non aprire la bocca incautamente, dato che poi gli italiani non sono veramente dei coglioni.&lt;br /&gt;Ecco, forse speravi lo fossero davvero, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco.&lt;br /&gt;Da quel dì gli Italiani si attendevano che tu riuscissi in quello che finora non era riuscito a nessuno di tutti quei mangiapane a tradimento che finora si sono alternati a guidare questo deprecato paese di nullafacenti, presuntuosi e privi di cognizioni. &lt;br /&gt;Adesso tutti sono profondamente delusi e pentiti d’aver dato mandato all’ennesimo trombone, per di più scordato e stonato.&lt;br /&gt;Ma siamo magnanimi, continuiamo pure a sopportare le infinite angherie che Voi politici ci infliggete ogni giorno.&lt;br /&gt;Forse qualcuno, prima o poi si ravvedrà e per prima cosa penserà a ridurre ad un quarto gli stipendi, che in un impeto di generosità avete stabilito di assegnare a voi ed a tutti i vostri diretti dipendenti.&lt;br /&gt;E’ umano lo sperare………ma io sono già tanto in la con gli anni e vedo passare, sotto i ponti, sempre la solita acqua maleodorante e avvelenata.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 24 ottobre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-4316054986637466521?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/4316054986637466521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=4316054986637466521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4316054986637466521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4316054986637466521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/10/il-grande-frainteso.html' title='Il Grande Frainteso'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SQc2iOrKhoI/AAAAAAAAAF8/aufrRhBLpds/s72-c/il+prossimo+tuo......jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-278820364535100526</id><published>2008-10-20T01:35:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T01:46:32.375-07:00</updated><title type='text'>Me ne sbatto....</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SPxFXp_1wvI/AAAAAAAAAFs/cdbnl6gORG0/s1600-h/la+folla.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SPxFXp_1wvI/AAAAAAAAAFs/cdbnl6gORG0/s320/la+folla.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259154737574822642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;sabato 18 ottobre 2008&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me ne sbatto i c………di tutto e di tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio intenzionalmente e nel pieno delle mie facoltà mentali, esprimermi nel modo più crudo ed impudente possibile; ciò a causa delle nuove consuetudini verso cui sembra propendere l’attuale e inaspettato modo d’esternarsi dei mass-media e della gente della strada.&lt;br /&gt;In parole povere, così facendo, m’aspetto di diventare gradito anche a quel prossimo che non vede con occhio benevolo quei soggetti che, come me, rifuggono ognora dagli schemi stabiliti dalla società.&lt;br /&gt;Oggigiorno, contrariamente a quel che si proclama ed alla faccia dell’amore per il prossimo, amore mai come oggi ostentato da una marea d’associazioni no profit (filisteo modo di dire!), ognuno rema per conto suo e se ne frega altamente dei problemi altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo significa che, d’ora in avanti, farò come fan tutti e cioè:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia non aderisce ai programmi U.E. riguardo alle emissioni di anidride carbonica?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Problemi per la scuola dei nostri figli?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morti in un giorno otto operai sul lavoro?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Problemi in Vaticano per la beatificazione di Pio XII?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c…….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attaccati e feriti militari italiani in Afghanistan?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c……..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bomba U.S.A. intelligente uccide dieci bambini in una scuola irachena?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c……..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La camorra vuole uccidere l’autore di Gomorra, Roberto Saviano?&lt;br /&gt;E io me n e sbatto i c…….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il latte cinese, addizionato con sostanze chimiche per aumentarne il contenuto proteico, uccide duecento cinesini?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Migliaia di fanciulli muoiono, ogni giorno, di fame e di sete mentre noi c’ingrassiamo come porci?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il branco stupra e sevizia ingenua fanciulla?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di quattordicenni bastona a morte un vecchio che voleva usare il loro marciapiede?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c…….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi indagati per peculato e corruzione fra i nostri parlamentari?&lt;br /&gt;E io me ne sbatto i c…….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono solo alcuni esempi, fra le varie migliaia, di quello che accade ogni giorno sulla faccia della terra e di ciò che è capace di mettere in atto, la bestia-uomo; tutto viene universalmente tollerato se non, addirittura, giudicato corretto.&lt;br /&gt;Comunque, una cosa mi resta da far notare.&lt;br /&gt;Il lettore si sarà accorto che non ho utilizzato per intero la parola coglioni; questo per un resto di pudore che non riesco a togliermi di dosso…, mentre invece un esimio Cavaliere, reggente dei nostri destini, la usa correntemente e senza il timore d’esser frainteso, nel rivolgersi a chi non la pensa come Lui.&lt;br /&gt;E poi si dice che i giovani sono maleducati!.........ma da che pulpito vien la predica?&lt;br /&gt;Per tornare al mio caso, sono sicuro che così operando, gli altri m’accetteranno come un essere normale; fino ad oggi, in pratica, sono riuscito, anche a causa del mio temperamento irriflessivo, ad alienarmi l’amicizia di persone che ritenevo a me affezionate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno male che non è mai troppo tardi per redimersi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-278820364535100526?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/278820364535100526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=278820364535100526' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/278820364535100526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/278820364535100526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/10/me-ne-sbatto.html' title='Me ne sbatto....'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SPxFXp_1wvI/AAAAAAAAAFs/cdbnl6gORG0/s72-c/la+folla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-8825708847629834425</id><published>2008-09-17T01:35:00.000-07:00</published><updated>2008-09-19T13:36:38.741-07:00</updated><title type='text'>Lettera aperta al Cavaliere</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SNDMzQhfDrI/AAAAAAAAAFM/cP47lItDoBI/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SNDMzQhfDrI/AAAAAAAAAFM/cP47lItDoBI/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246918746867437234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eminente Cavaliere, reggitore supremo degli italici destini, geniale imbonitore, grande intrattenitore di folla ormai plagiata e proprietario di smisurate piattaforme televisive. &lt;br /&gt;Non tramonta il sole senza che Lei non procuri novello piacere a noi poveri mortali, con le Sue originali e opportune deliberazioni riguardanti i quotidiani problemi che assillano il Paese, problemi che Lei mostra tanto d’avere a cuore, in modo particolare quelli inerenti i suoi rapporti con la magistratura ordinaria che sembra perseguitare con zelo inopportuno, la sua rispettata Figura.&lt;br /&gt;Peccato che, a tale riguardo, tante malelingue insinuino che Lei tratti solo leggi ad personam.&lt;br /&gt;Ma tutti noi siamo così fiduciosi in Lei che le abbiamo consegnato, per l’ennesima volta, questo ingrato paese in cui si celano biechi individui che, accanitamente, cercano di coglierla con le mani nel barattolo della marmellata.&lt;br /&gt;Di cosa non è capace d’escogitare chi si rode d’invidia per i Suoi eclatanti successi, che Lei riesce ad attuare perfino a livello internazionale.&lt;br /&gt;Come dimenticarsi del famoso gesto a mo di corna, a carico di un suo onorevole collega , che Lei esibì in una riunione internazionale di superpotenze, passata poi alla storia!&lt;br /&gt;Ma così va il mondo politico d’oggi, mettere in ridicolo gli altri ed in ciò Lei è invero portato.&lt;br /&gt;In ogni modo non se la prenda troppo con l’insipiente ed ingrata plebaglia, che non apprezza i Suoi diuturni e disinteressati sforzi, volti a migliorare le penose condizioni in cui versa il paese.&lt;br /&gt;Peccato però che io stesso, a volte, sia colto da qualche dubbio.&lt;br /&gt;E’ Lei sicuro al cento per cento, di non prenderci (che lo dico bonariamente è sottinteso) tutti per i fondelli?&lt;br /&gt;La prego, si giustifichi e si difenda dai rinnovati attacchi giornalieri che bersagliano la sua stimata Persona (per dirla con il suo fedele scudiero, fedele di nome e di fatto)&lt;br /&gt;Comunque, dopo tanto concionare, è d’uopo venire al sodo..&lt;br /&gt;Sto constatando, infatti, come Lei stia emulando (s’intende, in senso bonario) un famoso personaggio creato da un mio illustre concittadino.&lt;br /&gt;Sto parlando proprio di lui, Pinocchio, che proprio Lei, esimio Cavaliere, sta oscurando in quanto a ( involontarie?) fanfaluche somministrate a piene mani.&lt;br /&gt;Non si tratta di disistima, per carità. sarebbe prematuro, ma mi permetta qualche legittimo dubbio riguardo al Suo disinvolto modo di fare politica.&lt;br /&gt;Ad ogni piè sospinto Lei si fa vanto d’essere riuscito dove tutti, ma dico tutti, erano falliti.&lt;br /&gt;Non scorre telegiornale in cui Lei non ricordi a tutti noi, d’aver ripulito Napoli e tutto il Sud da montagne di monnezza che ivi si erano accumulate durante tanti incapaci governi precedenti il suo.&lt;br /&gt;Ebbene, caro il mio Cavaliere, essendo il sottoscritto seguace di San Tommaso (se non vedo non credo), mi sono tolto lo sfizio e ho fatto un bel viaggio nella da Lei adottata, endemicamente bella Campania.&lt;br /&gt;Mi son così reso conto che il suo stimabile naso dovrebbe essere lungo almeno due metri!&lt;br /&gt;Napoli e tutta la Campania sono ancora sommersi, ed è dir poco, da enormi e puzzolenti montagne di rifiuti che, fra l’altro vanno continuamente, chissà di chi è la colpa, a fuoco.&lt;br /&gt;L’aria è così irrespirabile che molta gente se ne vie via da quei suoi amati luoghi, in particolar modo coloro che non sopportano più tanti soprusi da parte di chi ben Lei sa.&lt;br /&gt;Mi dica Lei, eminente Paladino degli Indifesi, come la mettiamo in merito alle sue continue asserzioni d’aver risolto, definitivamente, il problema?&lt;br /&gt;Forse è ciò dovuto al fatto che gli Italiani, come più volte da Lei sostenuto, sono in buona parte dei reali coglioni?&lt;br /&gt;La sua ultima uscita, a livello internazionale, allorché la U.E. ci ha messo in guardia per il nostro nebuloso avvenire, è stata veramente scioccante.&lt;br /&gt;Sua Eminenza illustrissima ha affermato, in sintesi, che il popolo italiano gode di grande agiatezza e lo dimostra il fatto che ogni italiano possiede un proprio cellulare.&lt;br /&gt;Sai che godio…(lo ha anche il più scalcinato dei Vucumprà, infatti) &lt;br /&gt;Un altro merito di vanto per gli italiani in massa, dovrebbe essere quello che l’attuale Presidente del Consiglio possegga, udite, udite, la squadra calcistica più ricca di trofei del pianeta Terra, mentre essa, guarda il caso, sembra che ultimamente non ne azzecchi una, nonostante i miliardi di investimenti d’oscura provenienza assegnati.&lt;br /&gt;Questa poi non ci azzecca…..&lt;br /&gt;Comunque il suo indubbio carisma, a volte subisce dei contraccolpi imprevedibili malgrado la sua arcinota lungimiranza.&lt;br /&gt;Si mormora (che perfidia) che la di Lei vigorosa chioma, miracolosamente richiamata in vita, altro non sia che il frutto di continui e segreti innesti di microfibre di carbonio, ma io ritengo che ciò sia una malignità vera e propria, messa in giro dai suoi nemici per denigrarla ancora.&lt;br /&gt;Si sussurra anche, che Lei coltivi un’eccessiva passione per le belle VELINE televisive e che cerchi di favorirle, in modo disinteressato, nella loro faticosa ed impervia carriera, ma in cambio di cosa? &lt;br /&gt;MI vuole gentilmente spiegare?&lt;br /&gt;Saranno, come al solito, solo perfide illazioni tese a diminuire la sua Statura?&lt;br /&gt;E così via, a forza di tante ciarle maligne, grazie anche a Lei, la credibilità del popolo italiano va sempre più affondando nelle valutazioni internazionali. &lt;br /&gt;Nelle varie classifiche, stilate all’estero, ci troviamo costantemente in coda, addirittura dietro la tanto ingiustamente vituperata Uganda e a tanti altri paesi sottosviluppati.&lt;br /&gt;Mi dica, stimato Comandante Generale, Lei è proprio sicuro di avere intrapresa la giusta rotta in direzione di un luminoso futuro per gli italiani, proposito di soleva farsi vanto, arringando becere folle, un Suo illustre Predecessore Guida e Mentore d’infausta memoria per questa povera Patria. &lt;br /&gt;Spero proprio di sbagliarmi e vorrei che Lei, dall’alto della sua Saggezza e Capacità di valutare i fatti ed i nostri impellenti bisogni, mi rassicurasse una volta per tutte circa i suoi programmi per un prossimo futuro.&lt;br /&gt;Guardi, non sto affatto scherzando e come tanti milioni di italiani mi aspetto che Lei sia veramente il Deus ex machine di cui si avverte l’irrimandabile necessità.&lt;br /&gt;Anche se con la puzza sotto il naso, sono disposto a ingoiare l’amaro boccone……e come dicevano a Napoli, nei bei tempi andati: Francia o Spagna purché se magna!&lt;br /&gt;Mi scuso umilmente per l’eventuale disturbo che potrei averle arrecato e, dopo questo tedioso mio sproloquiare, mi resta la speranza che Lei prosegua nei suoi intenti, sia per salvarsi il c., sia nell’interesse di ogni abitante del bel paese dove il dolce  sì suona.&lt;br /&gt;Comunque questo altro non è che un tentativo di sfogo di un toscanaccio dalla lunga lingua, che come tutti i suoi conterranei, non riesce a tener questa a freno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restando in fervida attesa dei futuri sviluppi, mi prostro umilmente ai suoi esimi piedi&lt;br /&gt;(questa poi è una bugia più grossa di quelle che Lei ci infligge ogni giorno che il buon Signore ci manda in Terra…..)&lt;br /&gt;Con deferenza, saluti da Giancarlo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota dell’autore: questo è un lavoro di fantasia e pertanto ogni riferimento a fatti realmente accaduti od a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messo insieme da Giancarlo Noferini martedì 16 settembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-8825708847629834425?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/8825708847629834425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=8825708847629834425' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8825708847629834425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8825708847629834425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/09/lettera-aperta-al-vavaliere.html' title='Lettera aperta al Cavaliere'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SNDMzQhfDrI/AAAAAAAAAFM/cP47lItDoBI/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-1426994994269250050</id><published>2008-08-20T14:56:00.000-07:00</published><updated>2008-09-26T15:15:54.516-07:00</updated><title type='text'>Non so più cosa pensare.....</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SKyTrHnP6ZI/AAAAAAAAAEk/WpRkMkjhg8A/s1600-h/vita+moderna.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SKyTrHnP6ZI/AAAAAAAAAEk/WpRkMkjhg8A/s320/vita+moderna.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236722835712371090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non so più cosa pensare…….di questo mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente e certamente è colpa mia, non riesco a stare al passo con il frenetico evolversi dell’attuale sistema di vita.&lt;br /&gt;Perciò, di solito sono corrucciato, perché nonostante i quotidiani sforzi per adeguarmi, proprio non  riesco a far ciò e così mi angustia il timore di restare tagliato fuori, come ordinariamente accade alla maggior parte dei miei coetanei.&lt;br /&gt;Ognuno si adatta, e direi assai bene, al sistema ma, in pratica, si tratta di vera capitolazione o forzato compromesso. &lt;br /&gt;Si ha un bel dire che settantasei anni costituiscono un’età in cui la voglia di sforzarsi di individuare&lt;br /&gt;nuovi argomenti dovrebbe essere solo un ricordo, anche se pur piacevole.&lt;br /&gt;Appunto per questo cerco di non trascurare niente di ciò che le nuove tecniche permettono e navigando sul Web per molte ore al giorno, posso aggiornare il mio blog in continuazione.&lt;br /&gt;Diciamo che in questo campo dovrei ritenermi sufficientemente in linea ma, per il resto, quello che mi disturba è il modo di fare che la maggior parte delle persone, vecchie o giovani che siano, sta adottando nel complesso.&lt;br /&gt;Largheggiano nuove regole nei rapporti con la società che proprio non mi va di accettare e che, in pratica, riescono solo a nausearmi.&lt;br /&gt;La tolleranza, in molti casi è andata progressivamente scomparendo ed ognuno, e badate bene ciò è grave, sta diventando sempre più insofferente verso gli altri nel tentativo di mettersi in evidenza e porre se stesso al centro dell’attenzione; questo atteggiamento, peculiare di molti giovani d’oggi non è confacente alle persone che hanno trascorsi i loro anni giovanili in un’epoca in cui la vita era basata sulle cose essenziali.&lt;br /&gt;Tutti corrono a perdifiato per inseguire una chimera, cioè il profitto o la notorietà a tutti i costi e questo senza guardare in faccia al prossimo, nemmeno ad eventuali persone di famiglia.&lt;br /&gt;Questo atteggiamento è proprio stomachevole.&lt;br /&gt;Un altro ammorbante particolare della falsa modernità è il cosiddetto gossip (inutile neologismo di pettegolezzo): il gossip impera e dilaga!&lt;br /&gt;Tutti i giorni i mass-media non fanno altro che spiattellare vicende personali di personaggi più o meno popolari  e senza alcun ritegno invadono la cosiddetta privacy del prossimo, dando in pasto ad un branco di cannibali (che altro ormai non siamo), i particolari più scabrosi ed intimi di vicende che, una volta, non interessavano ad alcuno ed adesso si susseguono senza sosta sui teleschermi e sui quotidiani e rotocalchi.&lt;br /&gt;Il Re è nudo!&lt;br /&gt;Siamo nel caos più totale e bisogna che qualcuno ci metta, con coraggio, una pezza.&lt;br /&gt;Ma chi?&lt;br /&gt;I politici?&lt;br /&gt;Neanche a parlarne; loro vogliono soltanto tenersi buoni quei gonzi degli elettori, che con il loro voto gli permettono d’occupare importanti cariche che garantiscono entrate miliardarie, magari poco pulite ed esentasse.&lt;br /&gt;Un altro degli obbiettivi primari, anche della gente comune, sembra essere uno solo: lo Svago, quello con la S maiuscola!&lt;br /&gt;Voglio precisare che il mio non è per niente uno sfogo dovuto a disillusioni occorse nella vita, ma è la pura e semplice constatazione di quello che accade giornalmente intorno a noi.&lt;br /&gt;Tutti al mare, tutti al mare……o meglio che nulla, anche in montagna!&lt;br /&gt;Non è vero che chi non lavora, caro il mio Celentano, non fa l’amore; anzi è vero il contrario!&lt;br /&gt;Tanto, ormai, il lavoro, l’italiano lo ha delegato all’extracomunitario diventato così, una risorsa indispensabile per l’esangue economia italiana.&lt;br /&gt;Si diceva, in tempi obsoleti e fuori moda: c’era una volta, un cavallino che si chiamava Duralla ma, poverino, anche a lui toccò morire.&lt;br /&gt;La vita umana non ha più valore alcuno e questo non  è valido solo per i guerrafondai di mestiere, per la camorra e la mafia.&lt;br /&gt;Sembra che massacrar gente ed animali stia diventando uno sport nazionale!&lt;br /&gt;Si massacra l’operaio sul lavoro, si sterminano i passanti che si avventurano incautamente sulle strisce pedonali, si accoltellano i giovani fra loro per futili motivi, all’uscita delle discoteche e quando, stupiditi dall’alcol e dalla droga, si ritrovano completamente fuori di testa.&lt;br /&gt;Si uccidono fra loro, a colpi di cric, automobilisti inviperiti per aver subito un banale sorpasso o per arrivare primi ad un posto libero nel parcheggio.&lt;br /&gt;Si accoltella un tizio per uno sguardo un po’ intenso verso la donna di un altro.&lt;br /&gt;Le rapine in villa con morti e feriti si moltiplicano a dismisura.&lt;br /&gt;Si spara con disinvoltura al commerciante che si rifiuta di cedere l’incasso al rapinatore di turno.&lt;br /&gt;Spara l’orefice che scambia un innocuo barbone per un bandito.&lt;br /&gt;Si uccide la sprovveduta ragazza che si fa stuprare dal singolo o dal branco assatanato.&lt;br /&gt;Si toglie la vita all’altro con la cosiddetta overdose.&lt;br /&gt;Si provoca la morte di tanti bambini con la vendita libera ed incontrollata d'oggetti pericolosi, importati illegalmente ed acquistati con criminale leggerezza.&lt;br /&gt;Medici incompetenti riescono a sopprimere pazienti affetti da banale appendicite e questo grazie alla leggerezza con la quale si rilasciano certe lauree a persone non idonee a disporre della vita altrui.&lt;br /&gt;Il branco trucida il diverso, stermina chi ha, per sua sfortuna, difforme il colore della pelle.&lt;br /&gt;Si lascia morire senza prestare soccorso, il ferito sull’autostrada.&lt;br /&gt;Nessuno s’azzarda a soccorrere il capro espiatorio ferito a morte e riverso sul marciapiede, vittima dell’ennesimo assalto mafioso.&lt;br /&gt;Sono ormai lontani i tempi in cui esistevano i buoni samaritani.&lt;br /&gt;La nostra bell'Italia è diventata la nazione al mondo con più morti ammazzati, fra i civili, in tempo di pace. &lt;br /&gt;Anche questo è un primato di cui andar fieri&lt;br /&gt;Tutti i record negativi ormai ci appartengono ma, nonostante ciò, tutto procede fra la generale indifferenza.&lt;br /&gt;Tutto va ben, madama la marchesa!&lt;br /&gt;Ognuno pensa che certe cose non lo riguardino personalmente e quindi, con tale generale concetto, non c’è speranza che le cose rientrino sulla giusta rotta. &lt;br /&gt;Sembra veramente che sia in atto un’effettiva involuzione o recessione in tutti i campi del quotidiano vivere; vorrei tanto sbagliarmi con queste funeree previsioni, ma dobbiamo prendere atto che qualcosa sta cambiando sul pianeta Italia e, di sicuro, non in meglio.&lt;br /&gt;Esiste un’infinità di nuove consuetudini che tutti, per seguire la moda e mostrarsi aperti ai rinnovamenti, adottano all’istante. &lt;br /&gt;Ciò può essere accettabile per le nuove generazioni, ma sempre di piu si vedono uomini senili ed ottenebrati e mature donne altezzose che, per apparir più giovani, si agghindano alla moda malandrina di certa frivola adolescenza. &lt;br /&gt;Allora vien proprio da pensare che ci stiamo avviando verso tempi contrassegnati da ottusità e balordaggine.&lt;br /&gt;Sono certo d’apparire, agli occhi altrui, una novella ed inopportuna Cassandra ma, mio malgrado, sono fatto così: rompiscatole, antipatico e difficile a contentare.&lt;br /&gt;E così via……&lt;br /&gt;Anche il famigerato piercing non è più appannaggio di giovani scioccherelli, ma si va prontamente diffondendo anche fra i babbi e le mamme e pure fra qualche vecchio coglione.&lt;br /&gt;C’è poi, e non secondario, il problema dei tatuaggi.&lt;br /&gt;I principali istigatori a seguire questa deplorevole e non salutare moda sono gli idoli delle masse, cioè gente di spettacolo e atleti di varie discipline sportive.&lt;br /&gt;Ho conosciuto tipi che, dopo aver speso centinaia di Euro per decorarsi le varie parti del corpo (anche le più intime), ne hanno poi spesi il doppio per farsi togliere ciò che s’erano fatto applicare con disinvoltura e con tanto dolore fisico!&lt;br /&gt;Per belli apparire bisogna soffrire ma l’apparenza, come è risaputo, è fallace ed ingannevole.  &lt;br /&gt;Pur tuttavia, volendo risalire alle cause di tante incongruenze, risulta evidente che tutti siamo vittime del consumismo più inutile e assurdo che possa esistere.&lt;br /&gt;Tutto questo riporta ad una valutazione finale: per molti, anche se non per tutti, esistono solo il profitto e l’apparenza. &lt;br /&gt;Così, in nome di queste follie siamo disposti a commettere qualsivoglia riprovevole e ripugnante azione ed a fregare il prossimo nostro!&lt;br /&gt;Ma dura minga………&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-1426994994269250050?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/1426994994269250050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=1426994994269250050' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/1426994994269250050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/1426994994269250050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/08/non-so-pi-cosa-pensare.html' title='Non so più cosa pensare.....'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' 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dire, mai è troppo tardi per imparare a conoscere il prossimo tuo.&lt;br /&gt;Frequenti persone per anni ed anni e ti sembrava d’aver trovato in costoro dei veri amici; amici nel senso più appropriato del vocabolo.&lt;br /&gt;Per anni ed anni, infatti, ci siamo frequentati con persone che mostravano un sincero e reciproco affetto.&lt;br /&gt;Uscivamo sempre insieme e mai una piccola nube aveva oscurato il variegato orizzonte di quella che consideravo una delle poche e vere amicizie che il fato ti dona con il trascorrere degli anni.&lt;br /&gt;Pranzi, cene, viaggi, ferie costituivano una prassi ormai consolidata nel tempo.&lt;br /&gt;E che dire degli scambi di auguri e di regali per ogni ricorrenza che Dio manda in terra?&lt;br /&gt;In fin dei conti, qualcuno sa, in effetti, cosa significa la parola AMICIZIA?&lt;br /&gt;Il termine deriva dal latino AMARE, da cui AMICUS.&lt;br /&gt;In genere esistono vari gradi di amicizia che può essere più o meno intima, ma giammai sleale ed ipocrita.&lt;br /&gt;Scomodando Aristotele si distinguono tre tipi di amicizia:&lt;br /&gt;- amicizia basata sul piacere&lt;br /&gt;- amicizia basata sull’interesse&lt;br /&gt;- amicizia basata sulla bontà&lt;br /&gt;Ebbene, l’amicizia di cui sto parlando ritengo che appartenesse all’ultimo tipo, ma evidentemente sbagliavamo.&lt;br /&gt;Abbiamo, e ce ne rammarichiamo, sempre considerata l’amicizia un sentimento reciproco di affetto tra più persone, sia dello stesso o diverso sesso e che non pone vincoli specifici alla libertà di comportamento delle persone coinvolte.&lt;br /&gt;Il paradosso sta nel fatto che qualcuno che era molto legato, ha preso alla lettera il concetto sulla libertà inerente al caso.&lt;br /&gt;Per farla breve diciamo che un bel giorno, le persone di cui parlavamo all’inizio, sì sono presa la briga o l’incoscienza di esporci la nuova situazione in cui, secondo loro, si sarebbero venuti a trovare.&lt;br /&gt;Hanno letteralmente dichiarato, senza peli sulla lingua, che avendo trovato nuovi e facoltosi amici, con tanto di ville e piscine, seconde case al mare ed in montagna, d’ora in avanti non avrebbero avuto più tempo da dedicare alle vecchie ed, ormai, obsolete amicizie ed in specialmodo quella con noi.&lt;br /&gt;A sentir loro, d’ora in avanti i nostri rapporti sarebbero stati quelli di semplici conoscenti che si sarebbero salutati in occasionali incontri.&lt;br /&gt;Degna di nota la magnanimità di questi individui che, adesso e con disappunto, non riesco più a considerare degni di una perduta stima.&lt;br /&gt;Increduli, abbiamo chiesto notizie a riguardo di un involontario malinteso od altra antipatica diceria, a noi attribuita da terze persone.&lt;br /&gt;Con classica faccia di bronzo ci hanno rassicurato che no, non era successo niente di tutto questo, ma che la loro presa di posizione era ben determinata e irreversibile.&lt;br /&gt;Che dire, a questo punto!&lt;br /&gt;Chi non mi vuole non mi merita?&lt;br /&gt;Facile a dirsi, ma assai indigesto!&lt;br /&gt;Considerarsi offesi sarebbe il minimo e nutrire risentimento sarebbe cosa logica.&lt;br /&gt;La vera ed unica consolazione sembrerebbe essere quella che, con i tempi che corrono, non esistono più sentimenti e disponibilità per le amicizie disinteressate.&lt;br /&gt;Tutto è basato sul tornaconto ed il profitto, anche l’AMICIZIA, quella con la parola maiuscola.&lt;br /&gt;Queste cose fanno molto, ma molto male, non ai giovani che le considerano fatti normali, alle persone di vecchia generazione.&lt;br /&gt;Resta da considerare il fatto che le persone implicate nei fatti, sono assidui frequentatori delle varie chiese locali  e sono abitudinari nell’esibirsi in frequenti confessioni ed eucaristie.&lt;br /&gt;Ebbene, io mi domando, avranno avuto il coraggio di chieder perdono al loro confessore di turno per la vigliaccata commessa?&lt;br /&gt;Permettete il legittimo dubbio!&lt;br /&gt;Comunque, chissà quante avemarie e pater nostri da recitare, avrà, nel caso, loro affibbiato il buon sacerdote per l’agognata remissione di peccati.&lt;br /&gt;In tutta sincerità, non riusciamo a vederli come individui che faccino mea culpa, mea massima culpa.&lt;br /&gt;Probabilmente ci incontreremo negli inferi che. se esistono, potrebbero essere la nostra destinazione finale.&lt;br /&gt;Mal comune, mezzo gaudio……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto, con disappunto e dispiacere, da Giancarlo Noferini il 30 luglio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Nota dell'autore: ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-4922964981165642926?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/4922964981165642926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=4922964981165642926' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4922964981165642926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4922964981165642926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/07/unesperienza-amara.html' title='Un&apos;esperienza amara'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SJGHdQMV6SI/AAAAAAAAAEE/jWJjhExK4Qk/s72-c/amicizia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-5212209774031229416</id><published>2008-07-28T03:09:00.000-07:00</published><updated>2008-07-28T03:19:01.393-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Ricordando il volpino Anko</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SI2bru_d0cI/AAAAAAAAAD4/vfaWTCJCIIg/s1600-h/Il+volpino+Anko.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SI2bru_d0cI/AAAAAAAAAD4/vfaWTCJCIIg/s320/Il+volpino+Anko.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228005918097920450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scusami&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusami, amico mio.&lt;br /&gt;Scusami per l’incapacità di comprenderti, avuta quando eri presente nella mia quotidianità.&lt;br /&gt;Scusami per queste dilazionate discolpe che vengo a mendicare, con animo affranto.&lt;br /&gt;E non mi giustificare con un meglio tardi che mai!&lt;br /&gt;E’, ora, veramente troppo tardi.&lt;br /&gt;Te ne sei andato nella più terribile sofferenza.&lt;br /&gt;Non hai chiesto nulla; ma la tua ultima espressione, permeata di spasimo, mi ha scalfito l’anima.&lt;br /&gt;Il tuo ultimo sguardo!&lt;br /&gt;Mi ha, esso, lasciata una cicatrice che non si rimarginerà mai! &lt;br /&gt;Scusami se per colpevole indolenza non ti ho protetto, come avrei dovuto, dalla malvagità dell'uomo.&lt;br /&gt;Scusami per tutte le volte che nel rincasare non ho contraccambiato la gaiezza da te ostentata nel rivedermi.&lt;br /&gt;Scusami per ogni volta che, infastidito dalla tua esuberanza, ti ha apostrofato con un perentorio: vai a cuccia, rompiscatole!&lt;br /&gt;Al che tu, un po’ avvilito ma sollecito, te n'andavi mogio nel tuo cesto.&lt;br /&gt;Coda fra le gambe ed orecchie giù!&lt;br /&gt;Scusami per queste riprovevoli ed indegne soperchierie che ora mi fanno sentire così meschino.&lt;br /&gt;Solo adesso mi rendo conto di quanto male mi sia comportato con  te.&lt;br /&gt;Se potessi fare ammenda di questi miei peccati nei tuoi confronti, forse ritroverei la serenità perduta con la tua dipartita.&lt;br /&gt;Mi ritrovo sovente a meditare su quando, cedendo alla tua chiassosa petulanza, ti concedevo un’avara carezza sulla testolina.&lt;br /&gt;Si sa che i cani spesso piangono ma pochi sanno che riescono anche a sorridere.&lt;br /&gt;E quando?&lt;br /&gt;Quando s’avvedono che il loro disinteressato amore è ricambiato apertamente!&lt;br /&gt;Ma ciò accade assai sporadicamente!&lt;br /&gt;In tale raro caso, se li osservi con attenzione, ti avvedi che, sì, sorridono sotto i baffi.&lt;br /&gt;Scusami allora se ti ho fatto abbozzare un sorriso  pochissime volte!&lt;br /&gt;Ma a te bastava fissare intensamente i tuoi venerati sovrani assoluti per sentirti l’essere più felice in questo iniquo mondo.&lt;br /&gt;Mondo che non è degno assolutamente dell’amore di una semplice creatura come eri tu.&lt;br /&gt;Vorrei che dal cosmo in cui ti trovi ora, mi mandassi un segno di perdono per tanta ingratitudine ed incomprensione che ti ho dimostrato.&lt;br /&gt;Ma così va oggi!&lt;br /&gt;Ghermiti dall’empia spirale di una vita insincera siamo ciechi e sordi verso coloro che ci vogliono bene sul serio.&lt;br /&gt;Scusami ancora per quando ti esortavo ad incedere più spedito; non mi rendevo conto che eri affetto da anchilosi e non potevi camminare più lesto.&lt;br /&gt;Certamente avrai sofferto in modo atroce ma non volendo contrariarmi ti costringevi a tenermi dietro.&lt;br /&gt;Scusami per tutte le volte che non ho capito questi tuoi problemi e ti ho apostrofato con acredine.&lt;br /&gt;Scusami per quando, su spossanti sentieri montani, scambiavo i tuoi trafiggenti spasmi articolari per  un’inopportuna pigrizia.&lt;br /&gt;Avrei dovuto rendermi conto del tuo cagionevole stato di salute ed porgerti aiuto piuttosto che inveirti contro con intolleranza.&lt;br /&gt;Nessuno comprendeva quanto ti accollavi pur di assecondare il tirannico e tracotante signore!&lt;br /&gt;Nemmeno quando il veterinario ha accertato tutti quei mali che ti affliggevano, neppure allora ho compreso la gravità della situazione.&lt;br /&gt;Anzi, mi sono adirato per le complicazioni che probabilmente avresti causato.&lt;br /&gt;Tardivamente mi sono mosso a compassione per la tua precaria condizione fisica ed ho iniziato a prendermi un po’ più cura di tè.&lt;br /&gt;Ma ormai il tuo travagliato destino stava per concludersi.&lt;br /&gt;Esseri maligni ti hanno teso una trappola atroce e ti hanno subdolamente propinato veleno con un’esca malefica.&lt;br /&gt;Sono questi gli stessi falsi e crudeli individui che tante moine ti facevano e nel frattempo escogitavano il modo di farti tanto male, povera creatura a quattro zampe cui mancava solo la parola! &lt;br /&gt;Quando la tua agonia ha iniziato a manifestarsi mi son reso conto della mia impotenza ed incapacità di salvarti da una fine orrenda.&lt;br /&gt;Ho cercato, disperatamente, di alleviare il tuo strazio con infruttuose e tarde carezze e il ricordare il tuo tormento è l’adeguata punizione per la mia primitiva insofferenza verso di te.&lt;br /&gt;Nell’istante estremo i tuoi disperati gemiti, dall’umana parvenza, mi hanno in tal misura stravolto che il loro angosciante ricordo non mi lascia e mi tormenta di continuo.&lt;br /&gt;Imploravi, disperato, e chiedevi un soccorso ed un sollievo che non ero in grado di darti. &lt;br /&gt;Mi sarei strappati i capelli tanta era la mia inettitudine in quel tragico frangente.&lt;br /&gt;Scusami se ho pianto per te con ritardo ed oramai inutilmente, ma son certo che con la tua innata bontà mi vorrai perdonare.&lt;br /&gt;Caro il mio incompreso cagnolino, solo ora mi accorgo di quanto mi manchi!&lt;br /&gt;Mi manca il tuo gioioso latrare verso gli ospiti che entravano in casa.&lt;br /&gt;Ed io sbuffavo!&lt;br /&gt;Mi mancano le affettuose slinguazzate che mi rifilavi con gioia le rare volte che ti concedevo un fuggevole abbraccio.&lt;br /&gt;Ed io sbuffavo!&lt;br /&gt;Mi manca il tuo affettuoso strusciarti a me quando ti permettevo starmi accanto sul divano, davanti alla Tv.&lt;br /&gt;Ed io sbuffavo!&lt;br /&gt;Mi manca la tua buffa espressione di gratitudine allorquando ti lanciavo il biscotto serale.&lt;br /&gt;Poveraccio, ti avevano avulsi tutti i denti all’infuori dei canini, ma ti arrangiavi beatamente a sgranocchiarlo.&lt;br /&gt;Mi manca il tuo sommesso uggiolare notturno quando, forse, t’abbandonavi a canini sogni.&lt;br /&gt;Si, sono convinto che un buon cagnolino può sognare!&lt;br /&gt;Sognare di correre a perdifiato in un verde prato fiorito incalzando l’idolatrato padrone.&lt;br /&gt;Spero proprio che ci sia, nell’aldilà, il paradiso anche per queste docili creature terrene.&lt;br /&gt;In questo mondo cinico e spietato sarebbero gli unici esseri a meritarselo.&lt;br /&gt;Trascorrono la vita con un solo scopo: amare ed essere amati!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io tardi l’ho compreso……..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto da Giancarlo Noferini per ricordare il cagnolino Anko dei Guappi, barbaramente trucidato da vili ignoti in data 12 gennaio 2004.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-5212209774031229416?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/5212209774031229416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=5212209774031229416' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5212209774031229416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5212209774031229416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/07/scusami-scusami-amico-mio.html' title='Ricordando il volpino Anko'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SI2bru_d0cI/AAAAAAAAAD4/vfaWTCJCIIg/s72-c/Il+volpino+Anko.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-6341738937967126443</id><published>2008-07-26T03:05:00.000-07:00</published><updated>2008-07-27T10:29:15.922-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vecchie rime satiriche'/><title type='text'>Il calabrone</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIywYaUBMLI/AAAAAAAAADo/C4iQcm7Fo3Q/s1600-h/calabrone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIywYaUBMLI/AAAAAAAAADo/C4iQcm7Fo3Q/s320/calabrone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227747200896938162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Calabrone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno, il Calabrone,&lt;br /&gt;andando in bicicletta,&lt;br /&gt;al posto del lampione&lt;br /&gt;mise una luccioletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il vigile Maiale,&lt;br /&gt;che stava di fazione,&lt;br /&gt;gli fé contravvenzione&lt;br /&gt;scrivendo sul verbale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ La legge non ammette,&lt;br /&gt;per sue ragioni interne,&lt;br /&gt;su carri e biciclette,&lt;br /&gt;lucciole per lanterne!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elaborazione ed adattamento di vecchie rime popolari ad opera di Giancarlo Noferini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-6341738937967126443?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/6341738937967126443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=6341738937967126443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6341738937967126443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6341738937967126443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/07/il-calabrone.html' title='Il calabrone'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIywYaUBMLI/AAAAAAAAADo/C4iQcm7Fo3Q/s72-c/calabrone.jpg' height='72' 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/&gt;Non esistevano a quell'epoca i tecnologici passatempi che i ragazzi d’oggi hanno disponibili. Quando eravamo in giovane età, io e i miei coetanei supplivamo con la fantasia alla penuria di giocattoli ed altre distrazioni, essenziali per l’armonico sviluppo intellettuale della gioventù d’ogni epoca e di qualsiasi latitudine.&lt;br /&gt;Un provvidenziale diversivo era quello d’andarsene a catturare i ranocchi del fiume per friggerli ed approntare stuzzicanti convivi, unendo così l’utile al dilettevole.&lt;br /&gt;Infatti, in famiglia erano tutti contenti quando tornavo a casa con una lunga filza di verdi rane.&lt;br /&gt;Qui è necessaria una spiegazione riguardo alla suddetta filza di rane. &lt;br /&gt;Era essa costituita da un robusto ed acuminato filo di ferro con cui, senza tanti complimenti, s'infilzavano le anfibie in successione, fino a realizzarne un vero e proprio fascio. &lt;br /&gt;Senza che ce ne rendessimo conto, ci comportavamo con crudeltà verso quelle povere bestiole, il cui unico ed amaro destino era quello di finire in padella. &lt;br /&gt;Certamente, però, non sarebbero dovute morire infilzate per la gola con un simile acuminato fil di ferro e fra, chissà quali, tremendi dolori.&lt;br /&gt;Per ovviare a simile riprovevole consuetudine uscì un’ordinanza comunale che obbligava a riporre le prede in un capace sacchetto di tela, alla cui confezione provvidero le massaie di casa.&lt;br /&gt;Anche per la susseguente uccisione del ranocchio dovemmo adottare delle maniere più adeguate e umanitarie.&lt;br /&gt;Perdoniamo l’eufemismo!&lt;br /&gt;Pertanto, prima di procedere al taglio della testa e delle zampe gli sbattevamo la capoccia su di una pietra per procurare loro una sorta d’anestesia e non farli soffrire troppo (sic).&lt;br /&gt;Certe pratiche, oggidì possono apparire una vera barbarie e propria ma noi eravamo usi a far questo, sospinti dalla necessità di portare a casa qualcosa da mangiare e che fosse alla portata delle allora limitate risorse; se quindi, questo qualcosa era anche gratuito come le rane del fiume, tanto meglio! &lt;br /&gt;Resta che nei tempi attuali, così condiscendenti, emotivi e pervasi da un gran senso d’amore per il prossimo e per la natura, coloro che detengono il potere annientano, semplicemente premendo un pulsante, intere etnie &lt;br /&gt;Queste, putacaso, di solito hanno la sventura di risiedere su terreni imbevuti di petrolio.&lt;br /&gt;Tutto ciò, a turno, i vari governanti lo mettono in atto con l’ipocrita pretesto di combattere il terrorismo ed esportare democrazia.&lt;br /&gt;Conclusa la spinosa controversia è d’uopo tornare sul nostro argomento.&lt;br /&gt;Essendo io considerato valido cercatore di rane, ero soventemente agognato dagli amici e dalle famiglie del vicinato. &lt;br /&gt;La faccenda stava in questi termini: io procuravo grandi quantità di ranocchi già puliti e sistemati con le zampine posteriori incrociate come vuole la tradizione; con queste ghiottonerie si allestivano gustosissime cene con tanto di zuppe, fritture d’ogni genere e generosi fiaschi di vino della vicina vigna.&lt;br /&gt;Qualcuno sarà curioso di sapere come potevo procurarmi così facilmente tante rane.&lt;br /&gt;Io ed altri adottavamo uno sperimentato sistema usato dai vecchi pescatori del padule.  &lt;br /&gt;Si trattava semplicemente d’usare, con una mano, un’abbagliante lampada ad acetilene (che oggi è diventata una cosa ormai introvabile). &lt;br /&gt;Metodo che permetteva di catturare rapidamente, con la mano libera, la bestiola abbacinata e stordita da tanta straordinaria luce.&lt;br /&gt;Una volta afferrato, l’anfibio veniva fatto scivolare rapidamente nell’ampio sacchetto di cotone che si portava appeso alla cinta dei calzoni. &lt;br /&gt;Però questo viscido birbante, per sfuggire ad una brutta fine, era capacissimo di sgusciarti di mano e, rapido come saetta, sparire nella melma rendendosi, in tal modo, irreperibile anche alle più pazienti ricerche. &lt;br /&gt;Ma se t’assisteva la fortuna e t’imbattevi in una serata favorevole, in un paio d’ore ti portavi a casa cento od anche duecento gracidanti batraci.&lt;br /&gt;Di grande importanza era anche la destrezza del partner che doveva afferrare ed infilare sveltamente nel sacco la rana, che appena catturata, gli era data in custodia.&lt;br /&gt;Allora le notti erano magiche a causa dei concerti che la natura offriva gratuitamente: secondo il luogo scelto potevi goderti una melodiosa esecuzione musicale eseguita, in coro, dai ranocchi innamorati oppure deliziarti con un assolo del grillo canterino. &lt;br /&gt;Giungevi a percepire, nell’oscuro aere circostante, il melodioso richiamo del cuculo, dell’usignolo, della civetta o dell’assiolo. &lt;br /&gt;Nelle ore diurne bastava recarsi nei campi e restarsene lì a prestare orecchio all’assordante frinire delle cicale. &lt;br /&gt;Un incanto meraviglioso era l’inoltrarsi nei boschi che erano pervasi dal brusio di migliaia d'insetti affaccendati nella loro instancabile operosità e dai reiterati richiami d’occulte e canterine creature alate.&lt;br /&gt;Una di queste serate fu tanto particolare da indurmi a rievocare, per filo e per segno, il curioso avvenimento che mi piombò addosso.&lt;br /&gt;Ecco come andò realmente l’incredibile vicenda.&lt;br /&gt;Quella sera capitò a casa mia l’amico Neno, inseparabile complice di tante avventure giovanili.&lt;br /&gt;Neno propose d’andare a chiappar ranocchi dato che aveva una voglia matta di farsene una scorpacciata, seduta stante appena beccati.&lt;br /&gt;Non considerò, l’ingenuo, che non si può vendere la pelle dell’orso prima d’averlo catturato!&lt;br /&gt;Però ammise che in fatto di catturare rane egli era del tutto negato ma sarebbe stato disponibile a reggere il sacchetto con le prede.&lt;br /&gt;Io, in maniera avventata, accettai senza riflettere che Neno si sarebbe probabilmente trovato in difficoltà nel gestire la situazione.&lt;br /&gt;Era questo Neno, un tipo dotato di un altruismo incredibile e di una generosità infinita ma, purtroppo, era anche un grande imbranato ed in certe situazioni non potevi permetterti la minima svista. &lt;br /&gt;Fu così che, caricatici della necessaria attrezzatura, giunta l’oscurità ci si avviò verso il vicino fiume e subito furono dolori!&lt;br /&gt; Neno, che mal s’orientava anche di giorno si trovò subito in difficoltà, lamentandosi perché non vedeva dove posava i suoi smisurati piedi.&lt;br /&gt;Quando si va a far ranocchi, è indispensabile osservare il massimo silenzio e procedere furtivi nel buio più nero.&lt;br /&gt;Io conoscevo a menadito il percorso e lo potevo fare anche bendato ma il povero Neno era tentennante e brancolava nell’oscurità con il terrore di ruzzolare in un fosso melmoso.&lt;br /&gt;Fortuna volle che male o bene ci calassimo nel torrente, ma col baccano fatto le rane s’erano zittite, per cui non restava che prendere tempo fino a che la situazione non fosse tornata normale.&lt;br /&gt;Contento d’essersela cavata bene lo sciagurato si mise perfino a canticchiare una canzonaccia oscena e a fumare un pestilenziale sigaro, con l’inevitabile risultato di mettere in fuga i pochi incauti anfibi lì restati; si dà, infatti, il caso che essi siano sensibilissimi ai rumori ed agli odori inconsueti.&lt;br /&gt;Avevo un diavolo per capello, ma cercando di restare calmo, proposi di spostarci verso più tranquilli lidi e più a Nord, con il risultato di dare adito a nuove lamentele.&lt;br /&gt;Finalmente, procedendo con cautela e senza fare il minimo rumore, ricominciammo ad udire il sospirato gracidare.&lt;br /&gt;Mi parve che Neno avesse finalmente capito come ci si deve comportare in simili circostanze e quindi proseguimmo lenti ma sicuri verso la sospirata meta.&lt;br /&gt;Man mano che ci avvicinavamo allo specchio d’acqua il gracidare si faceva più intenso fino a divenire quasi assordante.&lt;br /&gt;Impartita che ebbi un’altra esortazione al silenzio, scendemmo nell’acqua relativamente bassa con il faro acceso e rivolto in avanti; subito ci fu un irreale silenzio, ma i ranocchi erano ormai accecati dall’abbagliante luce, come aspettassero solo d’essere agguantati, cosa che cominciai subito a fare.&lt;br /&gt;Non facevo altro che raccogliere la rana ipnotizzata, passarla a Neno e, senza fare alcun rumore, passare alla cattura successiva.&lt;br /&gt;Avevo date precise istruzioni su come riporre sveltamente nel capace sacchetto la viscida preda e prepararsi alla mossa successiva; tutto sembrava andare avanti nel migliore dei modi.&lt;br /&gt;C’era, però qualcosa che non quadrava nel fatto che dopo alcuni istanti dall’avere consegnata la preda percepivo, di solito, nuovi tuffi nell’acqua. &lt;br /&gt;Forse, mi venne da pensare, questi bravi ranocchi sono tanto ansiosi di farsi acchiappare che s’avvicinano senza timore alla mia rapace mano per poi essere calati nel sacco dall’amico Neno?&lt;br /&gt;Udito il tuffo mi voltavo rapido verso il rumore ed agguantavo, sottacqua, il birichino che tentava di svignarsela. &lt;br /&gt;Andammo, in tal modo, avanti per circa un’oretta.&lt;br /&gt;Avendo tenuto approssimativamente il conto delle catture, mi rivolsi a Neno affermando che a quel punto poteva bastare e che mi cominciavano ad intorpidirsi le mani ed i piedi per la prolungata sosta nella melma.&lt;br /&gt;Uscii finalmente dallo stagno e messomi seduto su di un masso dissi a Neno di passarmi il sacco per dare una sbirciata alle prede.&lt;br /&gt;Insolitamente taciturno Neno me lo porse con titubanza ed io pensai che anche lui fosse stanco quanto me.&lt;br /&gt;Afferrato il sacchetto rimasi stupito per la sua leggerezza; io avevo calcolato che fossero circa un chilo di rane, più che sufficienti per un’abbondante frittura con contorno di fiori di zucca.&lt;br /&gt;Apriti cielo e spalancati terra!&lt;br /&gt;Il sacchetto che avrebbe dovuto essere per metà pieno era desolatamente vuoto e per di più nemmeno era stato aperto.&lt;br /&gt;Buon per Neno che invece di andare in collera, come n'avrei avuto il sacrosanto diritto, fui preso da un incontenibile attacco d’ilarità, tanto m’appariva assurda la sconcertante realtà.&lt;br /&gt;Ecco cos'era successo durante la mia faticosa ed inutile caccia!&lt;br /&gt;Quello sciagurato, e qui devo ammettere che era colpa mia il non avere verificato, pensava che il sacchetto fosse realmente aperto invece di essere chiuso a metà della sua lunghezza.&lt;br /&gt;Il disgraziato, quando metteva la rana nella sacca, non s’accorgeva che l’astuta bestiola se la dava a gambe senza tanti ripensamenti e senza alcun rispetto verso due poveri citrulli!&lt;br /&gt;Il continuo tuffarsi che avevo sentito era dovuto alla rapida fuga del batrace ed era, in pratica, sempre o quasi il solito ranocchio che mi ritrovavo fra le mani; infatti avevo notato come le rane che afferravo si somigliassero in maniera, a dir poco, strana ma non avevo fatto mente locale a quanto stava realmente accadendo, preso com’ero, dall’euforia per la fruttuosa caccia.&lt;br /&gt;Il povero Neno era come stordito e non riusciva a rendersi conto dell’amara realtà; pensavo che da un momento all’altro sarebbe scoppiato in lacrime per il senso di colpa e mi ci volle del bello e del buono per consolarlo ed assumermi la mia parte di responsabilità in tutta la vicenda.&lt;br /&gt;Dato che la cena era ormai promessa tornammo a casa mia dove ci consolammo con un’abbondante frittura di patatine novelle, zucchette e loro fiori appena raccolti nell’orticello di mio padre.&lt;br /&gt;Per condividere la nostra sventura, invitammo anche alcuni amici che si sbellicarono, fino a sentirsi male, con veraci lazzi e sghignazzate.&lt;br /&gt;Finimmo la serata mangiando e divertendoci ad iosa, anche senza le agognate rane, sorseggiando un bel po’ di vino novello, facendo una gran baldoria alla faccia dei ranocchi in fuga, con i quali, nonostante tutto, sono rimasto sempre in cordiali rapporti (almeno da parte mia).&lt;br /&gt;Innegabilmente gli astuti animaletti, quella sera mi giocarono un tiro birbone ridendo alle mie spalle, ma li perdonai di cuore ripromettendomi di tornare presto a goder della loro disponibilità ad essere gettati in padella! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noferini Giancarlo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-7455478555942578233?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/7455478555942578233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=7455478555942578233' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/7455478555942578233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/7455478555942578233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/07/io-e-il-ranocchio.html' title='Io e il ranocchio'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIj-YbP2G0I/AAAAAAAAADA/MKe1hi7NGvg/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-484578840068785588</id><published>2008-07-21T03:06:00.000-07:00</published><updated>2008-07-23T14:13:30.378-07:00</updated><title type='text'>La diga sul fiume Pescia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIee7cb9H7I/AAAAAAAAACg/lPpgCf_WfNc/s1600-h/fiume+pescia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIee7cb9H7I/AAAAAAAAACg/lPpgCf_WfNc/s320/fiume+pescia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226320636669665202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diga sul fiume Pescia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio sarebbe, invece di usare la parola diga, aver scritto briglia, termine più consono ed appropriato per definire ciò che si sta realizzando nel tratto cittadino del nostro amato fiume Pescia, croce e delizia per ogni pesciatino verace.&lt;br /&gt;In realtà, una briglia in loco esisteva già ma c’era davvero bisogno di un manufatto più funzionale, anche dal lato estetico.&lt;br /&gt;Comunque un’attrezzata impresa edile s’è assunto il gravoso impegno e già i lavori procedono alacremente ed a regola d’arte.&lt;br /&gt;Fortunatamente bisogna anche dire, poiché, come avviene di solito, non mancano i categorici ed invadenti detrattori, cioè coloro che trovano sempre da biasimare ogni pubblica iniziativa.&lt;br /&gt;Questi signori, perspicaci ed ostinati indagatori di lavori, sono in maggioranza  pensionati ed altri cocciuti perditempo.&lt;br /&gt;Siccome anch’io sono un pensionato e pure un ostinato curioso, cerco di comprendere il motivo delle lagne di certi miei simili ed anche di occasionali passanti e di vezzose signore, che con la compiacente approvazione di tanti spettatori indigeni o forestieri, scuotono le loro sofisticate acconciature per lamentarsi della (secondo il loro personale metro) brutalità con cui è stato stravolto ed aggredito il letto del fiume e pure dell’inopportunità dell’intervento.&lt;br /&gt;Invece che ad un vero e proprio assembramento di sospettosi sembra in realtà d’assistere ad un seminario di ingegneri idraulici e di qualificati tecnici.&lt;br /&gt;Questa situazione, che ha del paradossale, sembra addirittura costituire uno spasso per le maestranze che, talvolta fingono d’essere interessate ai diversi consigli elargiti gratuitamente da quelli sciocchi i quali, a loro volta, non s’accorgono d’essere loro stessi ad essere presi in giro da chi ha un minimo di buon senso o una minima cognizione al riguardo.&lt;br /&gt;Mi voglio munire di un piccolo ed invisibile registratore per poter tramandare ai posteri certe esternazioni che rasentano la sventatezza; sono individui che non avendo la minima dimestichezza con i lavori in atto, rendono palese la propria inettitudine.&lt;br /&gt;Lasciamo perdere la massaia che vedrebbe di buon occhio la costruzione di una piscina, con tanto di poltrone a sdraio, nel mezzo al fiume, al posto di un’antiestetica e brutta briglia in cemento; poveretta, le papere del fiume hanno più materia grigia nella testa, di lei stessa!&lt;br /&gt;Io mi ritengo un provocatore e, come si dice da queste parti, attizzo il focherello delle discussioni; finirà che mi prenderanno a calci in c…!&lt;br /&gt;Immaginatevi un  imperterrito scansafatiche che stigmatizza sull’esigua voglia di lavorare di coloro che sgobbano  e sudano sotto il feroce sole di luglio.&lt;br /&gt;C’è il rischio di sommaria lapidazione!&lt;br /&gt;C’è il praticone che si rivolge ad un’attenta platea sostenendo che i ferri usati dai carpentieri non sono della giusta misura, che quel calcestruzzo non è di quello appropriato e che lui sì, avrebbe disposto quelle assi nella giusta maniera, dato che così facendo la diga resisterà da Natale a Santo Stefano.&lt;br /&gt;E così, dalle opposte sponde, salgono (e meno male inascoltate) critiche e lamentele.&lt;br /&gt;Altri ancora sospettano chissà quali ruberie, fra soldi e materiali, saranno messe in atto.&lt;br /&gt;Si va avanti fra diffidenze e perplessità.&lt;br /&gt;A volte si rasenta la calunnia, anche senza rendersene conto.&lt;br /&gt;Ma siamo tutti professori, vero cari pesciatini?&lt;br /&gt;Ed allora lasciamo che ognuno faccia il suo lavoro e chi è senza peccato, scagli la prima pietra!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-484578840068785588?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/484578840068785588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=484578840068785588' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/484578840068785588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/484578840068785588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/07/la-diga-sul-fiume-pescia.html' title='La diga sul fiume Pescia'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIee7cb9H7I/AAAAAAAAACg/lPpgCf_WfNc/s72-c/fiume+pescia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-8377574641477022690</id><published>2008-07-19T02:14:00.000-07:00</published><updated>2008-07-19T07:33:47.022-07:00</updated><title type='text'>Il Capitale Culturale. Relazione finale di Davide Matteoni</title><content type='html'>Questa relazione universitaria è stata presentata da Davide Matteoni,ottimo studente e mio nipote.&lt;br /&gt;Voto:30 e lode&lt;br /&gt;(scusate l'intrusione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“IL CAPITALE CULTURALE&lt;br /&gt;E LA &lt;br /&gt;PERPETUAZIONE DEL DOMINIO SIMBOLICO”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relazione di Davide Matteoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INDICE&lt;br /&gt;• -INTRODUZIONE&lt;br /&gt;• -1 Cultura, acculturazione e capitale culturale: origini, sviluppo e concetto.&lt;br /&gt;• -2 Le differenze di capitale culturale all’interno del sistema educativo.&lt;br /&gt;    -2.1 La crisi del sistema d’insegnamento.&lt;br /&gt;• -3 Il capitale culturale come forma di legittimazione del dominio simbolico: il programma nascosto.&lt;br /&gt;• -4 Il paradosso di Bourdieu.&lt;br /&gt;    -4.1 L’approccio compensatorio.&lt;br /&gt;    -4.2 L’approccio della resistenza&lt;br /&gt;    -4.3 De Certeau e la rivalutazione della resistenza.&lt;br /&gt;• -5 Conclusioni: il mito meritocratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione.&lt;br /&gt;La dimensione simbolica è forse il nodo fondamentale dell’opera di Bourdieu. Meccanismo inarrestabile che permette al suo pensiero di funzionare come accade per i suoi sistemi strutturati e strutturanti. Nell’analisi di tali strutture è possibile accorgersi come società, rapporti di forza, differenze di classe, mutamenti culturali ed economici siano tutti mossi e organizzati da una mano invisibile o quantomeno simbolica. Ciò diviene ancor più evidente nell’osservare i rapporti di dominio nell’organizzazione delle società moderne differenziate e come questi raramente cambino nel corso del tempo e, anzi, spesso tendano a consolidarsi. Sarà quindi interessante un’analisi di come nel tempo si sia sviluppata la concezione di Bourdieu di ciò che può essere definito il principio organizzatore dell’ordine sociale: il capitale culturale. Concetto che nasce con il fardello di dare una spiegazione alle storicamente ingiuste disuguaglianze sociali e che, come vedremo si distinguerà prima come mezzo di perpetuazione del dominio simbolico e poi come possibile arma di riscossa sociale, di illuminazione di nuove visioni del mondo e di mutamento dell’ordine sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-1 Cultura, Acculturazione e Capitale Culturale: origini, sviluppo e concetto.&lt;br /&gt;Ripercorrendo l’educazione di Bourdieu non è difficile notare quanto siano stati disomogenei i contesti culturali in cui si sviluppa e come ognuno di questi, singolarmente, influenzi un aspetto diverso del suo pensiero. Esperienze di separazioni hanno indubbiamente caratterizzato le sue concettualizzazioni dualistiche e se queste abbiano poi rielaborato le sue esperienze non è certo, ma rimane evidente il primo dualismo tra ciò che è definito cultura tradizionale (naturale, familiare e domestica) e cultura pubblica (artificiale, acquisita e costruita). Tale dualismo si istituzionalizza col tempo in regionale/provinciale, cultura indigena/cultura colonialista e più filosoficamente in mondo vita/mondo sistema, tutte ambivalenze che Bourdieu cercava di trasformare in una propria dialettica. Le influenze esplicite di storici e filosofi della scienza della tradizione francese, della fenomenologia, dell’ontologia dell’essenzialismo, della filosofia della scienza neo-kantiana e dell’epistemologia implicano da subito un interesse a forme socialmente costruite e discorsi esplicativi piuttosto che l’affermazione di categorie trascendentali “a priori”. Per quanto riguarda il metodo la sua influenza parte dal primo Husserl, orientandolo a funzionalismo e strumentalismo, senza il minimo interesse per la speculazione filosofica. Potremmo affermare che l’interesse per il fatto culturale in se parta dalla critica mossa dalla filosofia delle scienze alla concezione di Comte del fenomeno culturale, capito e posseduto positivamente, verso il quale non erano espresse aspettative di verità. Ma l’interesse di Bourdieu si muove immediatamente verso l’incontro di diverse culture, i loro processi di adattamento biologicamente ispirati e determinati (Merleau-Ponty) e come da un sapere culturale naturale si sviluppi una cultura oggettiva  che aiuti gli individui a controllare le loro adattazioni culturali (Goethe). Esemplari sono i primi studi algerini e l’incontro tra la cultura coloniale francese e la cultura indigena costretta all’adattamento. Nella ricerca di modi di descrivere tali fenomeni sociali il suo interesse si diresse verso il concetto di acculturazione di Herskovists che se ne serviva per regolare il lavoro sensibile politicamente nel rispetto della ricerca di relazioni di razza, tutto dovuto alla necessità di adottare una metodologia storica che identificasse cambiamenti conseguenti al contatto culturale servendosi dell’analisi di attitudini e comportamenti. Ciò che differenziava Bourdieu da Herskovists era il mancato interesse nei suoi studi algerini ad estrapolare verità scientifiche dalle sue osservazioni, in realtà si batteva per produrre un’oggettivazione che avesse una funzione filosofica incrociata tra due culture, ma che fosse soprattutto utile alle tribù algerine per introdurre le forze delle proprie culture nel processo di costruzione di un’identità post-coloniale indipendente. Nel 1960, nella collaborazione con Passeron, Bourdieu incontra le prime difficoltà nel provare ad analizzare i cambiamenti culturali con un discorso socialmente accademico. L’analisi oggettivista si sposta così al tentativo di osservare il comportamento degli agenti sociali immanenti che costruivano dinamicamente le loro strategie per ottenere distinzione sociale e individuare le distinzioni strutturali: costruzioni di agenti di agenti sociali che stanno lottando per riconciliare la loro cultura naturale (habitus) con quelle culture oggettivate che portano valore e potere. Il concetto di habitus nacque così dalla necessità di formare uno strumento concettuale per comprendere la capacità di progettare movimenti, posseduta realmente dalle persone,  e concepibile come funzione della loro precedente condizione sociale piuttosto che in termini di modelli matematici astratti. La relazione tra cultura naturale e artificiale è quindi il riflesso di quella tra comprensione soggettiva e realtà oggettiva. Alla luce delle ormai evidenti disuguaglianze sociali e delle contingenze socio-storiche dei concetti che funzionano in determinati momenti e non in altri si inizia a sentire l’emergenza di un capitale culturale come strumento di scienza sociale, che dia ragione delle disuguaglianze sociali che espone originariamente. Fu così che tra il ’61 e il ’64 Bourdieu e Passeron condussero sondaggi tra studenti in diversi ambiti arrivando ad ammettere che “la loro differenziazione di attitudini era connessa primariamente alla differenziazione alla base dell’origine sociale”...”L’origine sociale degli studenti ci sembrò il fattore principalmente differenziario, volemmo capire la sua azione in differenti campi muovendo dal più ovvio come le condizioni viventi al più nascosto come la pratica culturale e le attitudini alla cultura scolastica e non scolastica”. Questo segnò inevitabilmente i successivi studi:”Voglio continuare ad esplorare le tensioni tra sociale e culturale e le relazioni tra capitale culturale ed esclusione sociale”. La ricerca, quindi, non era volta a stabilire che le differenze culturali sono conseguenze di diverse origini sociali riflettendo una realtà sociale a priori ma a mostrare che differenze sociali e culturali sono inseparabili e che attraverso il tempo la condizione sociale, sinonimo di cultura naturale, è modificata dal livello di iniziazione nella cultura artificiale. Il capitale culturale si definisce quindi dall’incontro tra cultura naturale di una persona e cultura acquisita di un altra e non possiede un valore assoluto, ma un valore di scambio che si risolve nella lotta sociale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-2 Le differenze di capitale culturale all’interno del sistema educativo.&lt;br /&gt;All’interno di “La Riproduzione” Bourdieu e Passeron intendono trattare il rapporto pedagogico come un semplice rapporto di comunicazione che sia determinato da fattori sociali e scolastici nella riuscita della comunicazione pedagogica e quindi misurarne il rendimento in funzione delle caratteristiche dei ricettori. Per affrontare tale analisi si riveleranno cruciali due concetti quale quello di capitale linguistico e quello di grado di selezione. Il capitale linguistico riveste probabilmente la parte più importante del capitale culturale, specialmente all’inizio del processo pedagogico di inculcamento, trattandosi della basi, delle forme e degli stili linguistici che fanno parte dell’habitus di un individuo e che ne determina subito un primo grado di differenziazione. Da questo ne deriva che il grado di produttività specifica del lavoro pedagogico sia funzione della distanza che separa l’habitus inculcato dalle forme pedagogiche anteriori e dalla famiglia dalle esigenze del processo formativo superiore. Nel percorso di carriera l’individuo incontra gradi di selezione che ne decretano la riuscita e l’eliminazione, che non sono sempre uguali a seconda dei percorsi e dei fattori sociali stessi e che per questo vengono più spesso chiamati gradi di selezione differenziali. In una popolazione che è prodotto della selezione, l’ineguaglianza di questa tende a ridurre i suoi effetti di fronte a essa stessa, si può così giungere all’annullamento o all’inversione della relazione diretta tra possesso di capitale e grado di riuscita. Per esempio il vantaggio iniziale degli studenti delle classi superiori viene ridotto dai risultati degli studenti più svantaggiati che hanno dovuto subire un grado di selezione differenziale molto più elevato rispetto ai primi. Un altro fattore di differenziazione individuato da Bourdieu e Passeron è la residenza cittadina che viene associata a vantaggi linguistici e culturali in cui il grado di selezione viene definito indipendentemente dall’appartenenza di classe. Ma se la compensazione delle differenze di classe è dovuta al grado di selezione differenziale tale grado andrebbe indebolendosi se il numero di studenti popolari che accedono all’università  si accrescesse rendendo nuovamente visibile la correlazione tra risultati scolastici e classe d’origine.&lt;br /&gt;Un altro paradosso apparente si ha nella differenza tra ragazze e ragazzi dove le prime ottengono risultati meno brillanti dei secondi non per cause strettamente legate al genere, ma perchè essendo tutte indirizzate alla facoltà di lettere incontrano un grado di selezione bassissimo. Ma cos’è che impedisce alle ragazze di optare per altre facoltà? Chiaramente parlando ancora di anni ’60 l’esempio va ambientato in tale periodo e si presta ad introdurre un altro concetto quale quello di arbitrario sociale. Le ragazze in questo caso si regolano in base al pregiudizio sociale che le ritiene portatrici di caratteristiche più affini a qualità letterarie e meno adatte ad altre discipline. Questa potremmo già definirla una prima selezione, seppur sociale e arbitraria. In seconda analisi possiamo quindi notare che non ci sono relazioni dirette tra grado di riuscita durante tutta la carriera della biografia e l’origine sociale, quest’ultima entra in gioco predeterminando il destino scolastico attraverso l’intermediazione con gli orientamenti iniziali. Il processo che si articola nella carriera è lo specchio della concezione di Bourdieu di un sistema di strutture che continuamente influisce sul percorso articolando e concatenando fattori tra loro diversi come quelli intrinseci nell’individuo, quelli del sistema pedagogico, degli istituti, dei gradi selezione e così via. Infatti il pubblico di una disciplina è il prodotto di una serie di selezioni il cui rigore varia in funzione delle relazioni tra fattori sociali che determinano traiettorie scolastiche e il sistema dei diversi tipi di studi oggettivamente possibili in un momento dato. E’ interessante notare come i figli dei quadri superiori che hanno la meglio sugli altri tra li studenti di filosofia (disciplina altamente valorizzata nel sistema tradizionale degli studi letterari) ottengono risultati meno brillanti tra li studenti di sociologia (che riveste il ruolo di rifugio prestigioso per i più sprovvisti scolasticamente tra i privilegiati) così sotto-selezionati in rapporto ai loro colleghi di diversa origine sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-2.1 Crisi del sistema d’insegnamento.&lt;br /&gt;Tra il ’61 e il ’66 una crescita del tasso di scolarizzazione delle classi sociali e una crescita rapida dell’insegnamento universitario imputato alla democratizzazione dell’insegnamento porta ad una vera e propria crisi del sistema educativo che esplicita irregolarità e discordanze in quanto sistema di comunicazione e che porta ad un minore livello di selezione e indebolimento dell’eliminazione. L’esplosione scolastica della scolarità di massa implica un aumento dell’erogazione dei titoli di studio che ha però per conseguenza una perdita di valore di essi sul mercato del lavoro (inflazione dei titoli di studio). Si crea quindi una sfasatura strutturale tra aspirazioni educative e occupazioni degli agenti generate dalla precedente struttura. Si ha un’isteresi in cui l’habitus continua a produrre i suoi effetti sulle aspettative anche in una situazione strutturale diversa che non offre risposte per esse. A ciò consegue una disillusione collettiva verso l’istruzione scolastica (come nel caso del ’68). A tale modello di trasformazione del rapporto pedagogico va aggiunta la variazione del livello di emissione dovuta alla crescita rapida del corpo insegnante, che di fronte ad una nuova occasione opera nel tentativo di abbandonare il rapporto tradizionale con il linguaggio. L’analisi della trasformazione del rapporto pedagogico conferma dunque che ogni trasformazione del sistema scolastico si attiva secondo una logica in cui si esprimono ancora la struttura e la funzione proprie del sistema. La situazione di crisi nascente è l’occasione che può permettere di sovvertire o ridurre i presupposti celati del sistema tradizionale che nel tempo opera per perpetuare determinate condizioni sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-3 Il capitale culturale come forma di legittimazione del dominio simbolico: il programma nascosto.&lt;br /&gt;Come abbiamo visto il capitale culturale nasce, per Bourdieu, in seguito ad una vera e propria esigenza di dare una spiegazione alla divisione sociale che affligge storicamente la società. Partendo da una critica a Marx Bourdieu sostiene come le differenze nel capitale economico da sole non possano giustificare le disuguaglianze sociali e che sia in realtà l’ineguale distribuzione di capitale culturale, linguistico e simbolico a capo di tali distinzioni come determinante di benessere economico e sociale. Definiamo per capitale linguistico le forme linguistiche e gli stili come prodotti delle relazioni tra habitus linguistico e mercato linguistico, dove la forma è valutata e scambiata per altri tipi di capitale. Il sistema educativo richiede una certa forma e stile linguistici per poter avere successo sui gradi di selezione allineati strettamente con lo stile della classe dominante. Ne consegue la successiva identificazione del sistema educativo come apparato centrale di riproduzione di disuguaglianza, sia nel suo assetto ufficiale che da origine ad un’allocazione ineguale di capitale culturale, che nel suo programma nascosto che valida i modi di essere e conoscere della cultura dominante. Marie Moran intende definire con programma nascosto quell’azione del sistema educativo che, celandosi dietro al programma ufficiale evidente a tutti gli individui, tende a incanalare e plasmare la popolazione attraverso gradi di selezione differenziali, politiche dominanti e differenti distribuzioni anteriori di capitale linguistico. Tale azione viene quindi letta sotto le sembianze di azione riproduttiva di un sistema autopoietico formato da strutture strutturanti e strutturate che ha bisogno della perpetuazioni di evidenti distinzioni di classe per poter sopravvivere. Queste strutture strutturate sono codici che organizzano secondo una logica interna i significati condivisi, ovvero le strutture profonde della comunicazione che sviluppate insieme alla funzione cognitiva danno vita a quelli che Bourdieu definiva sistemi simbolici. I sistemi simbolici, come abbiamo potuto vedere sinora, danno origine a tutte le forme di classificazione abituali della vita sociale e rendono possibile la produzione di un mondo comune dotato di senso, che vede infine la sua funzione organizzativa strettamente correlata ad una funzione di legittimazione della struttura, quasi sempre gerarchica che si viene a creare, o quantomeno madre di veri e proprio rapporti di potere e dominio. Appurato che la legittimazione dell’autorità diventa fondamentale per la perpetuazione dell’ordine sociale diviene automatico individuare agenzie, come ad esempio il corpo insegnanti,  che operano per far apparire una certa visione e conformazione della realtà come ovvia. L’autorità legittima porta con se il potere di conferire titoli di studio, ossia riconoscimenti di un determinato livello di capitale culturale, simbolico e linguistico raggiunto che diventerà prezioso in quanto merce di scambio spendibile in altri campi  nella lotta per la conquista di una migliore posizione sociale. L’imposizione di sistemi di significati, però, porta con se l’utilizzo della violenza simbolica, un’imposizione di fatto insita nell’ordine sociale differenziato che è fonte primaria della necessità di legittimazione che avviene sotto l’effetto di un misconoscimento dei rapporti di forza e che porta poi a nascondere l’arbitrarietà della selezione dei significati che definiscono la cultura di un gruppo o di una classe come sistema simbolico (vedi la pregiudizievole affinità tra le ragazze e le facoltà di lettere). L’azione pedagogica diventa quindi fondamento per la riproduzione di un ordine sociale agendo attraverso l’educazione familiare, l’educazione diffusa (l’interazione con i membri dei pari gruppi) e l’educazione istituzionalizzata, ciascuna con le proprie agenzie e ciascuna con la propria efficacia simbolica. Le agenzie diventano così istituzioni investite di autorità pedagogica e operanti nel misconoscimento e il cui mezzo primario è l’inculcamento che porta all’interiorizzazione oltre che di un capitale culturale dell’intero sistema strutturato che diventa in tal modo strutturante. Nell’opera di misconoscimento le scuole si districano in una coltivata apparenza di neutralità e disinteresse dietro una facciata di pari opportunità. E’ infatti l’ethos meritocratico a mascherare per primo il fatto che il capitale culturale sia diversamente distribuito anche prima della partecipazione scolastica, in modo che il bambino che arriva da un’eredità elevata di capitale culturale possieda la conoscenza per riuscire nel programma ufficiale e l’ugualmente importante conoscenza per riuscire nel programma nascosto. Accade così che l’ingiusto vantaggio dell’individuo di una classe superiore su quello di una inferiore venga percepito come naturale funzione della percezione della classe superiore incorporata nella classe inferiore. Questa incorporazione, o più precisamente parte dell’habitus, porta ad un auto-selezione individuale, in accordo con essa, delle diverse distribuzioni di capitale e delle violenze simboliche insidiose del programma nascosto del sistema educativo, tutte combinate per fornire un’impenetrabile giustificazione e accettazione dl risultante ordine sociale ineguale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-4 Il paradosso di Bourdieu.&lt;br /&gt;Il modello sociologico proposto da Bourdieu, figlio di una visione sistematicamente strutturalista, sembra condannare la società ad un’inesorabile perpetuazione delle strutture differenziali e li individui ad una vita di lotte immerse in disuguaglianze, classificazioni e disparità di potere. Questo oltre ad aprire gli occhi porta ad una disillusione che per primo probabilmente colpì lo stesso Bourdieu che eticamente condannava la riproduzione di disuguaglianza sociale ma in ultima analisi falliva nel trovare soluzioni di una qualche efficacia. Ne propone comunque due: la compensazione e la resistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-4.1 L’approccio compensatorio.&lt;br /&gt;Presa coscienza del moderno divario culturale e linguistico tra lo stile della classe operaia e l’identità linguistica della classe media (dominante), l’approccio di compensazione propone di chiudere il divario rigettando il primo stile e facendo emulare il secondo, unificando così tutti i membri di una società sotto un pari capitale linguistico che assegni pari opportunità di riuscita sociale a tutti. E’ evidente la premessa di una deficienza dello stile linguistico della classe operaia, che si ritrova stigmatizzata come deviante da standard assoluti o funzionalmente inefficiente. La deficienza verbale enfatizza quindi mancanze linguistiche o culturali che riflettono e rinforzano svantaggi sociali, in quanto i bambini della classe operaia non ricevono sufficienti stimolazioni cognitive e motivazionali per imparare a servirsi di un elevato standard linguistico. Con gli anni si passa dalla definizione di deficienza verbale a quella di privazione verbale eliminando i resti di un, ormai antiquato, riduzionismo biologico, annunciando le cause di deficienza linguistica come determinate solo socialmente. Questo garantisce un approccio più politicamente corretto. Per esempio gli immigrati si servono di un linguaggio che riflette deprivazioni che sottolineano abilità cognitive necessarie per la loro vita precedente, caratterizzata da minor sviluppo e progresso. La teoria della privazione verbale argomenta così che la classe operaia possa usare le forme linguistiche standardizzate della classe media così da potervi entrare a far parte e usufruire dei vantaggi socio-economici cui la loro intelligenza da diritto. Tale approccio di pari opportunità insegue nuovamente il sogno meritocratico cercando di rimuovere impedimenti al successo, ma in realtà tutte le strutture che garantiscono la riproduzione di disuguaglianze sociali sono lasciate al proprio posto cercando di mutare solamente gli aspetti dell’ordine sociale. L’approccio compensatorio non sembra quindi rappresentare la soluzione al ruolo che dovrebbe giocare il sistema educativo per assicurare una più uguale distribuzione di capitale linguistico e inoltre sembra validare e autorizzare la visione del mondo della classe media incapsulando nell’inglese standard l’accento e la grammatica dello stile linguistico della classe media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-4.2 L’approccio della resistenza.&lt;br /&gt;La soluzione alternativa all’azione di compensazione si risolve in una rivalutazione dell’identità operaia e delle sue forme di capitale sociale e culturale così da elevarla al livello della cultura dominante. Si tratta di enfatizzare ciò che distingue la classe dominata dalla classe dominante. Aronowitz e Giroux introducono il concetto di cultura popolare che fornisce la soluzione della rivalutazione delle forme linguistiche della classe operaia. La cultura popolare è una cultura di massa commercializzata e funzionale al potenziale punto di partenza per la resistenza nella mediazione delle ingiustizie di classe nascoste. Lo stile linguistico operaio diventa tattica di vita di milioni di operai per operare in opposizione allo stile culturale dominante e rimanere autonomo nelle potenzialità del proprio habitus. Il nodo fondamentale della teoria di Bourdieu si trova nel fatto che se la classe dominante arrivasse a riconoscere  i codici operai come validi questo sicuramente non rappresenterebbe solo la rivendicazione della soluzione “resistenza”,  ma anche una posizione autodistruttiva della classe media. Come può quindi riuscire la resistenza dato che gli unici mezzi per cambiare la visione del mondo sono in mano alla classe media stessa? Mentre Bourdieu cominciava ad essere propenso a concepire molto del potere della classe dominante come dovuto al fallimento operaio e quindi definire le posizioni privilegiate come naturali, John Fiske sosteneva la possibilità della resistenza del populismo culturale, partendo da un attacco della concezione rivoluzionaria marxista, nel caso in cui mentre alcuni membri operai tentano di affermare l’autorità del proprio stile linguistico  alcuni membri della classe dominante  iniziano a spingere per il riconoscimento dei codici operai come ugualmente validi e legittimi. Quest’ultima teoria è stata più volte criticata in quanto Fiske sembra dimenticarsi che la limitata disposizione di mezzi della classe operaia ne limita sempre le scelte, così da arrivare spesso a confondere la resistenza con un’inabilità a partecipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-4.3 De Certeau e la rivalutazione della resistenza.&lt;br /&gt;L’inabilità di Bourdieu di superare la logica del dominio simbolico vacilla di fronte ad una rivalutazione del concetto di resistenza di De Certeau. A questo punto diventa indispensabile affermare e sottolineare che il capitale linguistico non può essere qualcosa di stabile ma in quanto capitale deve avere un’impronta dinamica. Il linguaggio, in quanto campo linguistico, è luogo di lotta dove sia i significati dominanti che quelli popolari sono contestati e modificati. Negando l’approccio conservatorio, De Certeau afferma quindi che il capitale linguistico non essendo qualcosa di statico non può essere trasferito dalla classe media a quella operaia. Ciò che invece la classe operaia deve conquistare è il potere che viene dalla libertà di presentare un proprio stile linguistico e una visione del mondo incapsulata in esso come normale e giusta. La visione del mondo può essere quindi autorizzata da diversi stili linguistici e da qui nasce la possibilità della classe operaia di sovvertire le visioni dominanti. Chiaramente ciò deve avvenire con l’ausilio di certe agenzie, come ad esempio insegnanti che permettano di coltivare pensieri indipendenti, così da consentire l’azione giornaliera di sviluppo di diversi capitali linguistici e finalmente l’organizzazione in gruppi di pensiero potrà consentire di portare attacchi alla cultura dominante nel campo attraverso la lotta sociale e così alle strutture stesse in modo da ottenere cambiamenti considerevoli nell’ordine sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-5 Conclusioni: il mito meritocratico.&lt;br /&gt;Nei tentativi di risoluzione del paradosso del domino simbolico si è sempre aspirato alla soluzione di un realtà sociale dove la riuscita nella lotta per le migliori posizioni sociali non sia determinata da criteri quali l’origine sociale e l’appartenenza di classe, ma da un criterio esclusivamente meritocratico basato sulle pari opportunità e dove ognuno possa fare affidamento esclusivamente sulle proprie capacità. Ma esiste la possibilità di una simile realizzazione? Appurato che nella nostra società capitale culturale e capitale economico operano insieme alla differenziazione, Bourdieu si propose l’analisi di una società dove il capitale economico fosse irrilevante. Nel secondo dopoguerra la vicina Repubblica Democratica Tedesca sembrava perfetta per tale analisi: uno stato sovietico dove il capitale economico non aveva più senso in quanto la proprietà privata dei mezzi di produzione era annullata. Ma l’utopia di una società senza classi rimaneva tale, in quanto l’assenza di capitale economico aumentava conseguentemente il peso del capitale culturale, ma se le differenze fossero state interamente riconducibili a esso forse ci saremmo veramente trovati nell’ideologia ufficiale di tipo meritocratico (dalla quale gli stati sovietici attingono legittimazione). Bisogna invece ipotizzare l’esistenza di una altro principio di differenziazione. Entra così in gioco il capitale politico, che garantisce una forma di appropriazione privata dei beni e servizi pubblici: i regimi sovietici hanno portato al limite la tendenza a tale appropriazione privata. Il capitale politico diventa così il principio di differenziazione primordiale e ai membri del campo politico, detentori del potere nel più vasto campo del potere, restano come unici avversari i detentori del capitale scolastico. La storia evidentemente si ripete anche in condizioni diverse e senza voler incrociare le braccia resta il conforto di interpretazioni del processo di resistenza alla “De Certeau”, che quantomeno inserisce il contesto della possibilità di pari condizioni nella dinamicità di una lotta più vasta tra membri e strutture dove ipoteticamente ogni ordine può essere sovvertito anche se al costo di enorme fatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Derek Robbins: “The origins, early development and status of Bourdieu’s concept of cultur capital”.  Saggio, “The British Journal of Sociology” 2005 Volume 56 Issue 1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Marie Moran: “Bourdieu’s paradox, Blair’s dilemma: the role of the education system in the distribution of linguistic capital”. Saggio, University College Dublin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_Pierre Bourdieu, Jean Claude Passeron: “La Riproduzione”, capitolo primo: “Capitale culturale e comunicazione pedagogica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Pierre Bourdieu: “Meditazioni Pascaliane”, appendice:”La variante sovietica e il capitale politico”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-8377574641477022690?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/8377574641477022690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=8377574641477022690' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8377574641477022690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8377574641477022690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/07/il-capitale-culturale-relazione-finale.html' title='&lt;strong&gt;Il Capitale Culturale&lt;/strong&gt;. Relazione finale di Davide Matteoni'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-8665674468425415170</id><published>2008-07-08T02:36:00.000-07:00</published><updated>2008-07-23T14:25:49.080-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Una vita in due</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIehw7e4FYI/AAAAAAAAACo/q0uUjyIKQuQ/s1600-h/a+montevarchi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIehw7e4FYI/AAAAAAAAACo/q0uUjyIKQuQ/s320/a+montevarchi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226323754559739266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ compito laborioso evidenziare i lati positivi della vita di coppia. &lt;br /&gt;Vogliamo parlare dei consorti che dividono le loro vite in serenità da anni infiniti. &lt;br /&gt;Si tratta di persone che hanno scelto di procedere, perennemente uniti, anche sull’impervio cammino della terza età.&lt;br /&gt;Costoro vanno avanti senza voltarsi indietro, pensano a se stessi e non si preoccupano d’eventuali critiche altrui.  &lt;br /&gt;L’argomento potrebbe, perciò, rivelarsi ostico ed opinabile.&lt;br /&gt;Non è certo verità assoluta ciò che andiamo a trattare.&lt;br /&gt;Pertanto, innanzi tempo, chiedo bonarietà di giudizio a colui che andrà leggendo qua e là questi appunti.&lt;br /&gt;Fidando nell’umana tolleranza vedrò di non perdere il filo dell’argomento e né tantomeno, perdere il ben dell’intelletto! &lt;br /&gt;Che, in avanti, potrebbe difettare.&lt;br /&gt;Innanzi tutto non c’è di che turbarsi per le inevitabili divergenze con l’altra metà del cielo.&lt;br /&gt;Anche nell’ipotesi più arrischiata, la coppia, non ha un encefalo in comune anche, se in molti casi, vale il principio dei vasi comunicanti.&lt;br /&gt;Ciò potrebbe altresì rivelarsi utile nell’intero percorso della vita.&lt;br /&gt;Non sono molte le concretezze idonee a tenere unite due persone nel corso di un’intera esistenza, non di rado sofferta.&lt;br /&gt;Sono, invero, poche ma basilari. &lt;br /&gt;In primo luogo le qualità specifiche delle due diverse mentalità.&lt;br /&gt;Pare bizzarro, ma esse devono essere in antitesi, onde completarsi a vicenda.&lt;br /&gt;Anche le quotidiane difficoltà, insieme affrontate, sono un forte collante.&lt;br /&gt;Non sembrerebbe ma anche la soverchia agiatezza, può portare alla monotonia ed alla scambievole insofferenza.&lt;br /&gt;Il dedicarsi all’arte culinaria può rivelarsi utile presupponendo che non ci si dia a luculliani bagordi, forieri d'inevitabili malanni&lt;br /&gt;Un’altra opportunità invero valida? &lt;br /&gt;Andare a zonzo, fino a quando sia possibile, senza una meta prestabilita e nemmeno renderne conto ad alcuno.&lt;br /&gt;Come si può attuare tutto questo? &lt;br /&gt;Semplicissimo!&lt;br /&gt;Finché se n’è capaci, andarsene in due soli e questo è dar prova d’indipendenza e d’iniziativa. &lt;br /&gt;Che non è poco!&lt;br /&gt;Ugualmente esatte sono le gite collettive. &lt;br /&gt;Però, il farsi guidare dagli altri, può farti sentire incapace d’agire in proprio.&lt;br /&gt;Ma è sempre un diversivo plausibile, in seno a cui puoi instaurare nuovi e stimolanti contatti.&lt;br /&gt;Tutto ciò che una coppia si sente in grado di fare contribuisce a ritardare la senescenza e la mancanza dl discernimento. &lt;br /&gt;In verità il più valido dei presupposti è d’altro genere ed è costituito dall’innata libidine, ben radicata in ogni uomo ed indipendente dall’età del soggetto. &lt;br /&gt;Libidine intesa come madre dell’umana e spontanea passionalità. &lt;br /&gt;Ma lussuria ed istintivo desiderio d’amare e d’essere riamati, istinti propri dell'indole dell’umana, hanno turbato la più bigotta società fin dagli albori dell’avventura dell'uomo.&lt;br /&gt;E’ da qui che emergono i reconditi e mai sopiti desideri, presenti comunemente anche nei più anziani di noi.&lt;br /&gt;Precoce senilità scaturisce ineluttabilmente laddove la coppia, senza lottare, abdica e si adegua inerte al fatale calare del sole essenziale.&lt;br /&gt;In questo modo, disinteressandosi di espliciti piaceri rimasti, questa si pone supinamente in totale disarmo.&lt;br /&gt;Tuttavia non bisogna dimenticare che tale rinunciare può essere logico a causa di ragioni &lt;br /&gt;concernenti la salute del soggetto.&lt;br /&gt;Mai e poi mai rassegnarsi passivamente, con supina acquiescenza.&lt;br /&gt;Quest’atteggiamento, non essendo naturale, equivale ad accettare una prematura sconfitta e cedere definitivamente all’incombente declino.&lt;br /&gt;L’uomo non dovrebbe mai deporre le armi in suo metaforico possesso.&lt;br /&gt;Ma sappiamo altresì che l’individuo è geneticamente predisposto alla lotta.&lt;br /&gt;Esistono davvero momenti interessanti nel trascorrere della terza età.&lt;br /&gt;Sono fruibili ed a disposizione di quei soggetti che abbiano potuto mantenersi, sorte permettendolo, fisicamente integri, in buona salute e nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali. &lt;br /&gt;Invece i codini sono portati a soffocare  i naturali impulsi.&lt;br /&gt;Come se essi fossero la funesta emanazione del Peccato Originale.&lt;br /&gt;Di questa sorta è la convinzione comune dell’ambiente sociale più conservatore.&lt;br /&gt;I risultati sono sotto gli occhi d’ognuno. &lt;br /&gt;Le coppie ottusamente ligie a certi antiquati ed astrusi concetti, sono forse quelle più unite?&lt;br /&gt;Nient’affatto! &lt;br /&gt;Stanno, al contrario, unite miseramente nel tollerarsi a vicenda.&lt;br /&gt;Hanno vergogna di manifestare al mondo quel che resta del loro vincolo divenuto insipido e squallido.&lt;br /&gt;La nel tetro confessionale implorano, pavide e timorose, remissione ed indulgenza per supposti ed intollerabili peccati, anche se non effettivamente commessi.&lt;br /&gt;Sanatoria che, immancabilmente, viene concessa in presenza di subitaneo ravvedimento.&lt;br /&gt;Dopo tali attente considerazioni non resta che complimentarsi con quegli anziani che ancora si sentono pervasi da serotine pulsioni erotiche e confidare in un prossimo coinvolgimento di massa.&lt;br /&gt;Se così fosse in generale, per la totalità delle coppie, non sussisterebbero tanti innumerevoli e quotidiani disagi!&lt;br /&gt;Sia dunque ostracismo agli ipocriti ed ai pinzocheri.&lt;br /&gt;Recepiscano costoro, una volta per tutte, qual è la panacea per le tante afflizioni d’ogni giorno!&lt;br /&gt;Un’altra ragione d’unione duratura?&lt;br /&gt;Avere tanti vispi ed incontenibili nipotini e, stoicamente, sopportarli. &lt;br /&gt;Loro davvero, danno, la carica! &lt;br /&gt;La danno ai licenziosi e concupiscenti padri dei padri.&lt;br /&gt;E, pure, alle proterve madri delle madri.&lt;br /&gt;Attempati fauni, stagionate ninfe!&lt;br /&gt;Non arrendetevi!&lt;br /&gt;In estrema necessità, oggidì, pure la scienza può dare una mano!&lt;br /&gt;Ma cosa infine, questi matusa si arrogano?&lt;br /&gt;Non vogliono, incaponiti, cedere il passo all’avanzata implacabile del tempo. &lt;br /&gt;Vi riescono marginalmente, ma non demordono!&lt;br /&gt;Dileggio a chi cederà per primo!&lt;br /&gt;Lui o Lei?&lt;br /&gt;Non resta, pertanto, che l’attesa di un sereno crepuscolo.&lt;br /&gt;Ma anticiparlo non è di certo opportuno!&lt;br /&gt;Un elementare espediente potrebbe essere questo: quando il portalettere suonerà per recapitarci l’ultima raccomandata, non facciamoci trovare in casa.&lt;br /&gt;Probabilmente ci cercherà al giro successivo laddove noi, imperterriti, tenteremo un’altra sortita!&lt;br /&gt;Chissà che il caritatevole postino non si stanchi e, pietoso, desista definitivamente dalla letale consegna.&lt;br /&gt;Ma che bravo il mio postino!&lt;br /&gt;Ed allora….? &lt;br /&gt;Fin che la barca va, lasciala andare……..&lt;br /&gt;Io e la mia metà siamo giunti, dopo tante discussioni in merito, a queste personali convinzioni.&lt;br /&gt;Pertanto, anche se c'illudiamo d’essere nel giusto, niente pregiudichiamo e di nostra tasca estingueremo il debito pregresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-8665674468425415170?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/8665674468425415170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=8665674468425415170' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8665674468425415170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8665674468425415170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/07/giancarlo-noferini-una-vita-in-due-e.html' title='Una vita in due'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SIehw7e4FYI/AAAAAAAAACo/q0uUjyIKQuQ/s72-c/a+montevarchi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-3769598553267483769</id><published>2008-05-29T05:48:00.000-07:00</published><updated>2008-05-29T06:04:14.930-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='satira'/><title type='text'>La tapina</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SD6nfZ8SLlI/AAAAAAAAAB8/S0r-JQe8oT0/s1600-h/comune.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SD6nfZ8SLlI/AAAAAAAAAB8/S0r-JQe8oT0/s320/comune.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205782377268391506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa tapina nasce tartassata&lt;br /&gt;Anzi fu, con l’inganno, concepita&lt;br /&gt;A lei, sorte in eterno ingrata&lt;br /&gt;e menomata nell’angusta vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lestofanti l’hanno realizzata&lt;br /&gt;Sempre per essi fu un’ambita preda&lt;br /&gt;Ed essa, poverina e disgraziata&lt;br /&gt;Soffre di più di quello che si creda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creata per’effimera esistenza&lt;br /&gt;Asservita a torbidi interessi&lt;br /&gt;Di giust’intenti ebbe mai l’essenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E certamente, non capite male&lt;br /&gt;Per tutti quanti, pure, per voi stessi&lt;br /&gt;Si tratta della Giunta Comunale!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-3769598553267483769?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/3769598553267483769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=3769598553267483769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/3769598553267483769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/3769598553267483769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/05/la-tapina.html' title='La tapina'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SD6nfZ8SLlI/AAAAAAAAAB8/S0r-JQe8oT0/s72-c/comune.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-4790856934828362096</id><published>2008-05-19T02:03:00.000-07:00</published><updated>2008-07-09T03:29:11.360-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ironie'/><title type='text'>L'IBRIDO CONNUBIO</title><content type='html'>Si sentiva nell'aria già da un bel po ed era prevedibile.&lt;br /&gt;Personalmente non disapprovo quanto sta accadendo, anzi mi auguro che ciò sia finalmente l'inizio di una nuova era, perché in Italia &lt;br /&gt;c'è veramente bisogno di un cambiamento nel modo di gestire la politica.&lt;br /&gt;Non avete ancora capito di cosa sto parlando?&lt;br /&gt;Mi sto riferendo allo sbocciare della passione sviscerata dell'Unto del Signore, l'amato Silvio (Berlusconi, sic) per il sornione Walter (Veltroni, perdio).&lt;br /&gt;Sembra proprio che il Novello Messia non voglia far niente che possa dar dispiacere a Walter e viceversa.&lt;br /&gt;Che dire?&lt;br /&gt;Sarà cosa positiva o si tratterà di un nuovo inciucio, destinato a fregare ancora gli Italiani?&lt;br /&gt;Facciamo così: diamo per scontato che quei due siano dei gentiluomini e vediamo cosa combineranno.&lt;br /&gt;Io sono quasi fiducioso (con dovuta riserva)perché se vogliono, loro due insieme, possono veramente cambiare il destino dell'Italia.&lt;br /&gt;Conviene dar loro lo spazio dovuto e farli lavorare in santa pace.&lt;br /&gt;Gradirei,perciò, sentire l'opinione di qualcun'altro, ammesso che esistano ancora persone che abbiano una personale opinione sull'ostico argomento.&lt;br /&gt;Infatti pare che a tutti sia stato fatto il lavaggio del cervello&lt;br /&gt;e mi par d'essere una voce nel deserto.&lt;br /&gt;Voce dal sen fuggita........&lt;br /&gt;Chi vive sperando.....&lt;br /&gt;Ma io aspetto!&lt;br /&gt;Son solo un povero illuso?&lt;br /&gt;Ciao a tutti&lt;br /&gt;Giancarlo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-4790856934828362096?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/4790856934828362096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=4790856934828362096' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4790856934828362096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4790856934828362096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/05/librido-connubio.html' title='L&apos;IBRIDO CONNUBIO'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-6109189551580646626</id><published>2008-05-09T13:10:00.000-07:00</published><updated>2008-05-29T06:06:24.807-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='satira'/><title type='text'>Il poveromo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il poveromo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O uomo, uomo, uomo dove sei?&lt;br /&gt;Che tristezza cercare e non trovare&lt;br /&gt; Vivere triste proprio non dovrei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O uomo, uomo, uomo tu chi sei?&lt;br /&gt;Gli avi tuoi non usi ricordare?&lt;br /&gt;I tuoi tempi, purtroppo, sono i miei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O uomo, uomo, uomo dove vai?&lt;br /&gt;Più nessuno si pone la domanda&lt;br /&gt;Il tuo futuro non lo saprai mai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O uomo, uomo, uomo con chi vai?&lt;br /&gt;Dimmelo dunque, chi è che ti comanda?&lt;br /&gt;E allora, forse, ti risveglierai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O uomo, uomo, uomo che farai?&lt;br /&gt;Dimmi cosa ti dice la coscienza&lt;br /&gt;Se ancora, veramente, tu ce l’hai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ignobile sarà, così, la fine&lt;br /&gt;D’una stirpe che fu tant’orgogliosa&lt;br /&gt;Ma non serbò, giammai, la conoscenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O uomo, ribellarti dovrai’nfine&lt;br /&gt;Perché, non ti decidi far qualcosa?&lt;br /&gt;Che i posteri dir, possano alfine:&lt;br /&gt;L’Uomo non è mai stato poca cosa!&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-6109189551580646626?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/6109189551580646626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=6109189551580646626' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6109189551580646626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6109189551580646626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/05/il-poveromo.html' title='Il poveromo'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-8930382297322482382</id><published>2008-05-04T14:02:00.000-07:00</published><updated>2008-05-06T03:17:46.991-07:00</updated><title type='text'>COME E' CAMBIATO IL NOSTRO FIUME</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SB4lhUKE_sI/AAAAAAAAABI/un6FARfmmtM/s1600-h/airone+cinerino.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SB4lhUKE_sI/AAAAAAAAABI/un6FARfmmtM/s320/airone+cinerino.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196632274309021378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com’è cambiato il nostro fiume…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pescia, piccola ed antica città ubicata in provincia di Pistoia, prende il proprio nome dal piccolo fiume che l’attraversa e che, recentemente, ha subito radicali trasformazioni per l’intervento umano.&lt;br /&gt;Di conseguenza, i non più giovani per averlo frequentato ed averci vissuto in prima persona ed i giovani d’oggi per aver preso visione delle numerose foto esistenti al riguardo, si rendono conto di quanto sia cambiato l’aspetto del fiume Pescia, negli ultimi decenni. &lt;br /&gt;Checché se ne dica, per il pesciatino verace la Pescia è sempre stato un fiume e non un semplice torrente …che vien giù dalla montagna! &lt;br /&gt;Intere generazioni sono, in sostanza, nate nel fiume ed ivi hanno trascorso la maggior parte della gioventù, trastullandosi e, qualcuno, perfino lavorando sul suo sassoso greto.&lt;br /&gt;Ciò che più sconcerta i veterani è la conformazione attuale del letto fluviale, così diversa e stravolta rispetto ad allora.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, fare polemiche ed apprezzamenti poco lusinghieri sarebbe inutile ed ingiusto verso coloro che si sono diligentemente prodigati al fine di porre in sicurezza argini ed alveo del fiume.&lt;br /&gt;Elementi, che per tanti lustri hanno messo in pericolo la sicurezza della città e della circostante campagna, sono oggi un efficiente modello di come dovrebbero essere sistemati i corsi d’acqua dell’intero paese.&lt;br /&gt;Però un senso di rimpianto alberga nel cuore del vecchio pesciatino che non può scordarsi di quanto era bello, pittoresco e ricco di pesce e rane il vecchio fiume.&lt;br /&gt;Il letto era, in prevalenza, formato da macigni staccatisi dalla montagna (massi), che nello scendere a valle e frantumandosi, divenivano progressivamente più piccoli e levigati (pilloni e ghiaia).&lt;br /&gt;L’acqua scorreva in ampie e lente anse, lambendo alternativamente l’uno e l’altro degli argini. &lt;br /&gt;Volitive e ciarliere popolane scendevano nel fiume in chiassose comitive per affaticarsi nel settimanale bucato in questi limpidi specchi d’acqua; usavano, poi, stendere sul sassoso greto gli immacolati e profumati lenzuoli al fine di asciugarli al caldo sole.&lt;br /&gt;Si dava forma allora, ad un idilliaco quadro e la gente che si trovava a passare sul ponte del Duomo si soffermava estasiata a rimirare quello che appariva, tale e quale, simile ad un quadro dei maestri macchiaioli livornesi. &lt;br /&gt;Con le violente piene invernali e primaverili si venivano a configurare ampie distese d’acqua ristagnante che, essendo anche assai profonde, erano chiamate bozzoni e che per il pesciatino costituivano il mare …….(il mare dei poveri!).&lt;br /&gt;Infatti, oltre a permettere grandi tuffi dall’argine ed estenuanti nuotate a grandi e piccini, tali bozzoni avevano le rive ricoperte da finissima sabbia che non aveva nulla da invidiare a quella, ben più famosa, della vicina Viareggio.&lt;br /&gt;Negli assolati pomeriggi estivi ragazzi e adulti erano soliti crogiolarsi al rovente sole, dopo essersi&lt;br /&gt;rinfrescati con lentezza nell’acqua limpida.&lt;br /&gt;Qualche assetato (non c’erano ancora le indistruttibili ed invasive bottiglie d’acqua minerale) scavava fra la ghiaia in un luogo asciutto; scavava finché non affiorava acqua e, recitando una vecchia filastrocca locale, si dava a berla per calmare la sete incipiente; questi erano gli ingenui versi recitati: “L’acqua corrente la beve il serpente, la beve Iddio, la posso bere anch’io!”&lt;br /&gt;Da quello che mi risulta nessuno contrasse, così facendo, tifo, dissenteria od altri malanni del genere, anzi godevano tutti di una salute invidiabile, tanto erano magri, affilati ed abbronzati (senza diete e senza l’ausilio di lampade solari!).&lt;br /&gt;Spesso, dove il “bozzone” restringeva, si edificavano con “pilloni” stuccati con erba ed alghe, vere e proprie dighe, aventi lo scopo d’alzare ulteriormente il livello dell’acqua.&lt;br /&gt;I ragazzi correvano a piedi scalzi su per i sassi appuntiti, con la pianta del piede protetta da una spessa callosità che li salvava da ferite ed escoriazioni, alla pari di robusta suola di cuoio.&lt;br /&gt;In ogni modo gli abituali frequentatori del corso d'acqua non erano certo figli di papà. &lt;br /&gt;Questi tipetti passeggiavano, rigidi e col petto in fuori, sui viali lungo il fiume; di sicuro avrebbero pagato per partecipare alle scorribande fluviali dei figli del popolino, anziché essere costretti, dai signori genitori a fare sfoggio d’eleganza pacchiana e di tanta inappropriata superbia; vigeva allora una manifesta separazione fra i diversi ceti cittadini che si cercava, se possibile, di non mischiare.&lt;br /&gt;Soventemente, l’assolato greto era testimone d' agguerrite sassaiole fra bande di ragazzi rivali, provenienti dalle opposte rive del fiume e con in testa, per protezione, pentole e pitali rubati in casa propria.&lt;br /&gt;Spesso ciò accadeva per rivendicare il diritto di fare per primi il bagno nel nuovo bozzone creato dall’ultima piena o per accaparrarsi i diritti su di un banco di sabbia; ogni scusa era buona per dare inizio a cruente battaglie.&lt;br /&gt;Queste avevano poi termine con l’intervento degli arrabbiatissimi genitori che, tanto per cambiare prendevano a sberle (pacconi, botte, cinghiate, calcinculo e ciaffate) i recidivi figlioli per portarseli a casa o all’ospedale per sottoporli a certe dolorose ricuciture del cuoio capelluto, lacerato da una maligna sassata; gli infermieri, istruiti a dovere, ricucivano le ferite rudemente e senza preventiva anestesia così da eliminare eventuali rimasugli di velleità negli schizzati monelli.&lt;br /&gt;Allora non esisteva il così chiamato telefono azzurro ed ognuno si teneva le sue “botte” e i suoi lividi in silenzioso e cogitabondo arzigogolare sulla propria malasorte.&lt;br /&gt;Un’altra peculiarità della Pescia era quella di dare lavoro a qualche renaiolo che sbarcava la giornata setacciando sabbia e ghiaia per l’edilizia; questo lavoro veniva fatto scagliando il materiale dell’alveo, con gran lena, contro certi telai verticali che portavano una fitta rete metallica; questo sistema permetteva di separare la sabbia dai sassi e la rendeva consona per la malta dei muratori.&lt;br /&gt;Si cavavano sassi di misure assortite e si portavano, con immani fatiche, sulle strade adiacenti il fiume e che servivano, anche questi, agli operai edili.&lt;br /&gt;Ricordo un tale, che con gran tenacia ed in spazi specifici, vagliava palate e palate di materiale di riporto, per ricavarne cumuli di minuscoli e colorati frammenti di vetro, utilizzati dalle locali vetrerie; essi erano la risulta del frammentarsi, ruzzolando nella corrente impetuosa, di bottiglie ed altri oggetti di vetro, scaricati a monte dagli antesignani degli attuali inquinatori.&lt;br /&gt;Lungo l’argine, nei punti più calmi, la piena rilasciava grandi quantità di terra ed humus fertilissimo; era questo e su scala infinitesimale, l’equivalente risultato delle piene annuali del Nilo!&lt;br /&gt;Molti volenterosi recintavano piccole porzioni di questa terra (i famosi orticini) ed ivi coltivavano ogni genere di verdure dal sapore straordinario.&lt;br /&gt;Il letto del fiume si prestava a numerose attività complementari per i cittadini più ingegnosi e fra queste la più caratteristica era quella di…….ballar le panelle!&lt;br /&gt;Queste panelle erano fatte con il cosiddetto mortellaccio che altro non era che uno scarto delle numerose concerie, allora presenti in quel di Pescia.&lt;br /&gt;Il mortellaccio era scaricato, oltre che nelle corti cittadine e nelle aie, anche nell’orticino e lavorato in maniera adeguata: se ne prendeva, con una pala, un’adatta quantità da versar dentro un cerchietto metallico, largo circa quindici centimetri ed alto quattro.&lt;br /&gt;Ora veniva la parte più importante: a piedi rigorosamente scalzi, si cominciava letteralmente a ballare sul cerchietto con i talloni, al fine di comprimere l’umida e scura segatura (era questo il materiale costituente il mortellaccio).&lt;br /&gt;Quando il tutto era ben compattato, con destrezza si estraeva la panella dal cerchio e si metteva, in pile ben ordinate, ad asciugare al sole estivo.&lt;br /&gt;Queste panelle sarebbero servite, nell’inverno successivo, a riscaldare le fredde case d’allora, bruciando lentamente nelle cucine economiche, alla faccia dell’esecrabile petrolio e dei suoi dannosi derivati. &lt;br /&gt;Bisogna riconoscere che allora esisteva l’arte di arrangiarsi, mentre ora tutto deve essere disponibile senza fatica e senza dannarsi l’anima, con certi risultati ben visibili a tutti.&lt;br /&gt;Per tornare a parlare del vecchio fiume c’è da dire che la sua fauna ittica e volatile era ben diversa da quella attuale.&lt;br /&gt;Nei punti dove l’acqua era quasi ferma, allignavano lunghe alghe verdissime (la belletta) che formavano il paradiso di minuscoli abitatori acquatici; fra questi la larva della variopinta, e fulminea nel volo, libellula e l’incredibile idrometra (hydrometra stagnorum) conosciuta come “ la spia”: questo minuscolo tesserino, lungo un centimetro, pattinava, con grazia ed eleganza, con esili e lunghe zampette, sulla superficie acquatica; c’era la credenza che facessero da spie ai pesci, avvisandoli dell’approssimarsi di qualche pericolo.&lt;br /&gt;L’acqua pullulava di diverse qualità di pesci fra cui lo scomparso e pregiato pescatello, il minuscolo (piccolo e saporito) vairone, l’astuto barbo, la piccola alborella e l’elusiva anguilla, per non parlare di una varietà di piccolo pesce persico (in loco chiamato orologio) che era coloratissimo e poco commestibile.&lt;br /&gt;Ma il re del fiume era lui, il ranocchio.&lt;br /&gt;Questo petulante batrace deponeva le proprie uova in lunghi filamenti, ancorati sul fondo; da esse sarebbero poi nati innumerevoli girini (i capaccioli) che dopo alterne fasi si mutavano in rane adulte.&lt;br /&gt;Giorno e notte i suoi concerti riempivano l’aria del fiume e davano un caratteristico tono al circostante ambiente.&lt;br /&gt;Erano graziosi con la loro verde e scivolosa livrea e costituivano una leccornia eccezionale.&lt;br /&gt;Ingegnosi erano i metodi per catturarli ed erano, da lungo tempo, usati dai pescatori professionali, operanti nel vicino padule.&lt;br /&gt;Potevi camminar nell’acqua poco profonda ed abbacinarli con luminosissime lampade a carburo ed&lt;br /&gt;i più abili li afferravano prima che si  nascondessero nel letto limaccioso.&lt;br /&gt;C’era chi procedeva lentamente con l’acqua alle ginocchia e li catturava tastando il fondo. &lt;br /&gt;Noi ragazzi riuscivamo ad agganciarli con un grosso amo ad ancoretta che, però straziava loro le carni e li faceva soffrire troppo.&lt;br /&gt;Il ranocchio innamorato che corteggia la femmina si fa imprudente, finendo per essere facile preda delle lunghe ed innocue bisce, grossi topi di chiavica e…dell’uomo!&lt;br /&gt;Già, bisogna dire che tutti questi pesci ed anfibi facevano parte dell’alimentazione popolare ed erano particolarmente apprezzati infarinati e fritti nell’onnipresente padella, accompagnati dalle sapide verdure raccolte nell’orticino del babbo; di solito in tal luogo si facevano, spesso e volentieri, pranzi, cene e grandi libagioni non essendo ancora la gente, vittima dell’odierno stress.&lt;br /&gt;Può oggi, sembrare impossibile, ma allora c’era tempo disponibile per tutto, perfino per i rapporti umani con i vicini e gli amici.   &lt;br /&gt;Tornando all’argomento primario si constata che questo tipo di fauna oggi non esiste più da queste parti e tutti quei pesci ed anfibi sono stati spodestati dal cannibalesco ed insaziabile cavedano (nome scientifico Leuciscus cephalus).&lt;br /&gt;Infatti tale cavedano, al contrario della maggior parte dei pesci d’acqua dolce, non ha bisogno delle stagni per alimentarsi e riprodursi e con l’acqua che, oggidì, scorre veloce nel letto rettilineo, ha avuto buon gioco il suo inarrestabile riprodursi a danno di altre specie.&lt;br /&gt;Gli uccelli erano rappresentati dai balestrucci (balestrini), rondini comuni e rondoni sfreccianti a pelo d’acqua, passerotti, cardellini e dalle saltellanti ballerine gialle (nome scientifico Motacilla cinerea).&lt;br /&gt;La vegetazione era prettamente acquatica: giunchi, salie (salici nani) e tante ondeggianti alghe; le piene primaverili, improvvise e violente spazzavano via, talvolta, le piante rivierasche prima che attecchissero in modo stabile e crescessero a dismisura come crescono oggi.&lt;br /&gt;Molte piante erano utili per ricavarne legacci usati in agricoltura al fine di sostenere le piante orticole e floreali. &lt;br /&gt;Nelle sere estive intere famiglie amiche si riunivano negli orticini o sui banchi di rena a mangiare qualcosa, raccontandosi la passata giornata ed aspettare l’ora che volge al desio( e ai naviganti intenerisce il core)…….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…….oggi tutto è diverso!&lt;br /&gt;L’alveo del fiume non è più sassoso ed impervio ma ricoperto da un folto strato erboso soffice e che invita a camminare.&lt;br /&gt;(Ma il camminare d’oggi non è più lenta e riposante passeggiata; è diventato, invece, un impegno, faticoso e per nulla rilassante.&lt;br /&gt;S’è evoluto nell’imperante jogging made in U.S.A.&lt;br /&gt;Questa ferrea disciplina non contempla, nel suo svolgersi, inutili soste per scambiare vani discorsi con chi incontri sul cammino, ma il procedere ad oltranza fino non si sono smaltite la quantità di calorie stabilita in partenza)&lt;br /&gt;(Sia ben chiaro che questa digressione non ha alcuna attinenza con il problema del cambiamento avvenuto nel fiume)&lt;br /&gt;Il letto del fiume è, in pratica, solcato da un canale rettilineo che permette all’acqua di scorrere agevolmente e senza ostacoli.  &lt;br /&gt;Gli “orticini” sono stati letteralmente scassati in seguito ad un’ordinanza del consorzio fluviale che li ha, a suo tempo, polemicamente individuati come ostacoli allo scorrimento delle acque, in caso di piene improvvise.&lt;br /&gt;Di conseguenza, la flora fluviale adesso è quella tipica del vicino padule ed abbondano tife, erba quadrotta e papiro.&lt;br /&gt;Questa trasformazione ha indotto anche un gran cambiamento nella fauna acquatica e volatile.&lt;br /&gt;Come abbiamo visto, l’unico pesce che si trova a suo agio nelle acque correnti è il cavedano (Leuciscus cephalus) che si ciba d'altri pesci fra cui anche i propri avannotti.&lt;br /&gt;In quanto agli uccelli si registra, in continuazione, l’arrivo di specie migratorie, specifiche del padule.&lt;br /&gt;Il lato singolare di tutto ciò è che tutti questi uccelli non migrano più, ma diventano abitanti stabili&lt;br /&gt;di questo tratto di fiume e qui si accoppiano e si riproducono.&lt;br /&gt;Non è da giudicare positiva un’evoluzione del genere dato che, certamente, è da imputarsi al reale cambiamento climatico indotto dall’uomo.&lt;br /&gt;Il germano reale (anas platyrhynchos) si è qui insediato in cospicue e starnazzanti colonie nel cui interno si svolgono giornaliere battaglie fra i focosi maschi che vogliono scegliersi la loro compagna.&lt;br /&gt;A primavera avvengono numerose nascite ma la maggior parte dei neonati diventa preda delle grosse pantegane (ratti delle fogne).&lt;br /&gt;In ogni caso i sopravvissuti non sono pochi e vanno ad incrementare la folta popolazione esistente.&lt;br /&gt;Il maestoso airone cinerino (Ardea cinerea) si libra dalla sommità dei grandi cedri del Libano, propiscienti i lati del fiume, per planare nell’acqua onde ghermire uno sprovveduto cavedano. &lt;br /&gt;La candida garzetta (Egretta garzetta) caccia i pesci come l’airone, ma è più elusiva e timida del fratello maggiore.&lt;br /&gt;Un tipo davvero straordinario fra questi pennuti è, senz’altro, la buffa nitticora (Nicticorax nicticorax) che qualche sprovveduto reporter ha scambiato (…questo è il colmo!) per un pinguino; la nitticora, come dice il suo nome, caccia pesci ed insetti di notte ed è sporadicamente visibile nelle ore diurne.&lt;br /&gt;La gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) si lascia intravedere, celandosi fra la folta vegetazione e correndo veloce tra i massi, anche lei a caccia di piccoli pesci e vermiciattoli.&lt;br /&gt;La palma della singolarità, però, spetta ad un altro uccello che è sempre stato molto raro e poco osservabile.&lt;br /&gt;In effetti, il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), prima d’ora non era mai sceso dai torrenti montani e la sua presenza qui costituisce un’autentica stranezza per l’ornitologo.&lt;br /&gt;Esso ha le dimensioni di un grosso merlo nero da cui si differenzia, nell’aspetto, per il petto e la gola coperti da una vistosa macchia bianca.&lt;br /&gt;Staziona, abitualmente sui massi affioranti in piena corrente ed è in grado di nuotare e camminare sul fondo dei torrenti, senza nessuna difficoltà, per procacciarsi vermi e minuti pesciolini.&lt;br /&gt;La sua osservazione richiede perseveranza e pazienza, ma una volta conseguita, suscita grande meraviglia il vedere all’opera questo minuscolo predatore.&lt;br /&gt;Invero lo stanziamento di questa fauna, non peculiare delle nostre latitudini, la dice lunga sul preoccupante fenomeno del cambiamento climatico globale. &lt;br /&gt;La pubblica opinione dovrebbe essere maggiormente consapevole dei rischi che incombono sull’uomo, anziché trascorrere il tempo a discettare passivamente, sull’ultimo reality, visto in TV la sera precedente. &lt;br /&gt;Sarebbe, invece, opportuno esercitare la dovuta pressione sugli, eternamente irreperibili, addetti ai lavori.&lt;br /&gt;Ebbene, come s’è constatato, oggi il fiume è bellissimo, così verde ed agevole ed offre tante possibilità di svago al cittadino. &lt;br /&gt;Perfino interessanti spettacoli della natura.&lt;br /&gt;Ma in un futuro prossimo venturo, se continua così, dove porteranno tutti questi innaturali cambiamenti?&lt;br /&gt;Sicuramente, i pesciatini più anziani vorrebbero rivedere e godersi il fiume d’una volta, ma è d’uopo far largo alle nuove generazioni perché sono queste le forze che hanno l’obbligo ed il dovere del darsi da fare per salvare l’ambiente dalle incombenti minacce che si profilano all’orizzonte, fra la cinica indifferenza dell’autorità preposta.&lt;br /&gt;Per terminare questa (noiosa?) carrellata non c’è che sperare in un futuro più equo e consono alle necessità ambientali e, proprio una di queste è quella d’avere maggior rispetto per il vecchio torrente cittadino e non usarlo come personale discarica di cartaccia, plastica ed indistruttibili vuoti d’acqua minerale.&lt;br /&gt;In ogni modo correggiamoci: si sarebbe dovuto dire, fiume e non torrente……&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-8930382297322482382?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/8930382297322482382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' 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elementi che hanno caratterizzato gli appelli di Veltroni si sono scontrati con la furbizia e la, sempre di moda, condanna del Comunismo, gettata e rigettata di continuo, in faccia alla divisa sinistra, dal sempre euforico Cavaliere. &lt;em&gt;(ma non è, allora, vero che risum abundat orem stoltorum?)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il round si è chiuso con un disastroso ed inaspettato Ko per l'indifesa sinistra,rea di non di non aver fatto i conti con l'indiscusso carisma che l'Unto del Signore esercita sulla maggior parte degli Italiani.&lt;br /&gt;Anche se dotato di modesta cultura, Silvio è ritenuto una specie di Messia dall'italiano medio che, eternamente in trance, viene di continuo plagiato dai palinsesti di Mediaset.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Addirittura, egli, riesce ad apparire vittima dei media quando, spesso,costoro lo fraintendono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' egli l'eterno Malinteso, vittima di certe oscure forze della sinistra estrema.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;S'é accorto, il novello Profeta, di che pasta è fatta la maggioranza dell'italica gente ed ha accortamente adeguato i suoi metodi di convincimento.&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'italiano, fin dai tempi più remoti ha sempre, più o meno coscientemente,&lt;br /&gt;coltivato il culto della personalità che, chiaramente, non manca al Cavaliere.&lt;br /&gt;Egli rappresenta ciò in cui s'identificano quasi tutti gli italiani e, così, li ha portati a credere che il successo nella vita sia alla portata di chi sappia sfruttare le opportunità che si presentano quotidianamente nella vita d'ognuno,anche in barba ai principi etici vigenti.&lt;br /&gt;Così è ritornato nuovamente al potere e, con i suoi fedeli alleati , tornerà ad emanare nuove leggi ad personam, gettando opportunamente qualche utile&lt;br /&gt;briciola a chi lo ha, ed anche a chi non lo ha, riportato sugli altari.&lt;br /&gt;Comunque tutto questo è ciò che il popolo ha liberamente, (ed incosciamente) scelto.&lt;br /&gt;Non ci resta che sperare nei saggi propositi di Silvio Magno di prodigarsi per bene comuune e non solo del suo e dei suoi opportunisti tirapiedi.&lt;br /&gt;Comunque è l'ora di finirla con il buonismo fin qui adottato dal placido Mortadella e dal troppo accomodante Walter.&lt;br /&gt;Siamo in Italia, un felice paese in cui l'avrà sempre vinta chi urla ed offende di più, a dritta ed a manca.&lt;br /&gt;Disse un nostro illustre conterraneo:&lt;br /&gt;I più tirano i meno, posto che sia nei più senno e virtù!&lt;br /&gt;Mi cullo nella certezza che sappiate chi era questo nostro conterraneo.&lt;br /&gt;Se qualcuno proprio non riesce ad indovinarlo mi può sempre lasciare un commento e vedrò di chiarigli le confuse idee.&lt;br /&gt;Alla prossima! &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-2341469599253266959?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/2341469599253266959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=2341469599253266959' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/2341469599253266959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/2341469599253266959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/04/il-ritorno-del-messia.html' title='Il ritorno del Messia'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-4032153322734496630</id><published>2008-04-11T02:42:00.000-07:00</published><updated>2008-04-12T02:01:00.139-07:00</updated><title type='text'>Lo schizzato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Bisogno convenire che Silvio Magno ha coraggio da vendere o che è proprio &lt;strong&gt;schizzato.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri ha concluso una farneticante campagna elettorale con l'insultare gli elettori che non lo voteranno e, su questa falsariga, ha continuato nelle sue&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;assurde elucubrazioni ed andando continuamente fuori dei binari.    Non ha minimamente proposto alcunchè di costruttivo e si è limitato a dire che s' andrà incontro a grandi difficoltà, anche dando per scontata la propria affermazione elettorale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma la mossa infelice, l'Unto del Signore, l'ha commessa comunicando al popolo romano, di essersi assicurato l'acquisto di Ronaldinho per il suo Milan.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' stato subito subissato da un'impressionante marea di fischi ed ha visibilmente accusato il contraccolpo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A questo punto, nel goffo tentativo di rimediare la gaffe, ha affermato che Totti, &lt;em&gt;er Pupone,&lt;/em&gt; è fuorditesta quando mostra di simpatizzare per quel &lt;em&gt;comunistaccio (peste lo colga!)  candidato Sindaco di Roma&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; &lt;strong&gt;Rutelli&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peggio di così non poteva andare ed in chiusura del comizio, i fiacchi battimani dei pochi accoliti sotto il palco, sono stati sepolti da una, per lui inammissibile, berciante ed offensiva  protesta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Piuttosto provato, Silvio Magno, si è beccata la riprovazione della piazza romanesca e laziale e ciò non è di poco conto per la popolarità di un futuro capo di governo, cosa di cui Egli si ritiene ormai certo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora si starà probabilmente leccando le ferite, ma mi chiedo cosa mai avrà in serbo quel camaleonte del Berlusca e quale sarà la sua prossima ed imprevedibile mossa?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come il gatto,  Silvio Magno ha sette e più vite!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-4032153322734496630?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/4032153322734496630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=4032153322734496630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4032153322734496630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4032153322734496630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/04/lo-schizzato.html' title='Lo schizzato'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-4359172059485818362</id><published>2008-03-28T02:24:00.000-07:00</published><updated>2008-04-02T02:59:59.061-07:00</updated><title type='text'>La partita a poker</title><content type='html'>Cari amici di sventura, pensionati al minimo o giù di lì, finalmente i grandi si sono accorti di noi ed ognuno di costoro vuol carpire il nostro voto.&lt;br /&gt;In ultima analisi sono tre gli onorevoli che ambiscono in modo particolare, alla nostra amicizia; essi si sono, infatti, accorti che costituiamo un bel numero di votanti che potrebbe  incidere sui risultati elettorali.&lt;br /&gt;Essi sono: L'Unto del Signore, cioè Silvio Magno (di seguito chiamato Si).&lt;br /&gt;Walter Weltroni il grande pragmatico che chiameremo Va.&lt;br /&gt;Fausto Bertinotti &lt;em&gt;l'arbiter elegantorum &lt;/em&gt;detto Fa.&lt;br /&gt;Sono loro che si giocano a poker i nostri favori e la mano si svolge, più o meno, così:&lt;br /&gt;Una volta sistemate le carte sta a Va parlare e getta nel piatto un aumento, ai pensionati minimi, di 40 euro mensili da aggiornarsi con il carovita.&lt;br /&gt;Con un sorrisetto di sufficenza, rilancia Fa e con grande generosità cala uno strepitoso 800 euro per tutti più aggiornamento annuale.&lt;br /&gt;Ed ecco che Si mette tutti al tappeto rilanciando a 1000 euro per tutti ed in più l'adeguamento al carovita.&lt;br /&gt;Va e Fa si guardano sconcertati da tanto ardire e stanno, tuttora, pensando se rilanciare o vedere.&lt;br /&gt;Intanto il tempo scorre ed a questo punto è d'uopo il nostro intervento.&lt;br /&gt;Io avrei un'idea in proposito e se siete d'accordo faremo così:&lt;br /&gt;Per prima cosa i tre dovranno formare un triunvirato come usavano gli antichi romani; questo triunvirato si chiamerà VAFASI ed ognuno, indipentemente dagli altri due, ci darà quanto stabilito, anche se dovesse rimetterci di tasca propria.&lt;br /&gt;Così si presenterà il problema di come dei vecchietti malfermi, sulle gambe, possano non tesaurizzare tanti soldi e metterli in circolazione per il beneficio della società.&lt;br /&gt;Comunque ben vengano &lt;em&gt;sti soldi e poi vedremo.....&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Se vi aggrada questa mia proposta fatemelo sapere ed uniti....vinceremo,&lt;br /&gt;come usava ripetere una certa buonanima.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(mi sorge un dubbio...non vorrei che la sigla VaFaSi sottintendesse Vaffa? Si!....&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;a chi&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;: a noi poveri coglioni)&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Fatemi sapere e saluti da Giancarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-4359172059485818362?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/4359172059485818362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=4359172059485818362' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4359172059485818362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/4359172059485818362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/la-partita-poker.html' title='La partita a poker'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-5775804857233862645</id><published>2008-03-26T02:45:00.000-07:00</published><updated>2008-04-10T15:10:01.637-07:00</updated><title type='text'>Il giocattolo.........</title><content type='html'>Silvio Magno , l'Unto del Signore, come modestamente Egli ama essere appellato , dimostra per l'ennesima volta d'essere un'esemplare figura di generoso papà.&lt;br /&gt;Basta che i figli manifestino un desiderio qualsiasi che Egli si spezza in due per contentarli, anche rischiando qualcosa della Sua inimitabile carriera politica.&lt;br /&gt;Non c'è che dire: la Sua generosità è immensa, basta vedere gli aumenti più volte promessi ai pensionati al minimo! &lt;em&gt;(promettere e mantenere non è da bravo politico).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Giorni orsono gli amorosi figli hanno espresso al &lt;strong&gt;Grande Babbo&lt;/strong&gt; il desiderio di avere qualche aereoplanino per giocare nel prato avanti casa.&lt;br /&gt;L'Unto non si è scomposto e, sospirando, si è rivolto al pacifico Mortadella e gli ha chiesto se, putacaso, poteva cedergli l'Alitalia che è in odor di fallimento.&lt;br /&gt;A tale ragionevole richiesta il Capo del Governo ha così risposto:&lt;br /&gt;"Ed io allora cosa posso regalare ai miei pargoletti? La flotta militare?&lt;br /&gt;ti prego, Eccelso Amico, dammi qualche giorno per riflettere e vedere il da farsi"&lt;br /&gt;Ma si sa bene il carattere di Mortadella: per prendere una decisione, lui nicchia e nicchia fino ad arrivare alle Calende Greche cosicchè, ancora una volta, Sivio Magno, resterà con &lt;em&gt;i randoli sul fico&lt;/em&gt; come dice un saggio proverbio in uso dalle nostre parti.&lt;br /&gt;E voi che ne dite?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-5775804857233862645?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/5775804857233862645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=5775804857233862645' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5775804857233862645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5775804857233862645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/il-giocattolo.html' title='Il giocattolo.........'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-1224640448692414922</id><published>2008-03-20T15:31:00.000-07:00</published><updated>2008-03-20T15:36:30.173-07:00</updated><title type='text'>Il calabrone</title><content type='html'>Un giorno, il Calabrone,&lt;br /&gt;andando in bicicletta,&lt;br /&gt;al posto del lampione&lt;br /&gt;mise una luccioletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il vigile Maiale,&lt;br /&gt;che stava di fazione,&lt;br /&gt;gli fé contravvenzione&lt;br /&gt;scrivendo sul verbale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ La legge non ammette,&lt;br /&gt;per sue ragioni interne,&lt;br /&gt;su carri e biciclette,&lt;br /&gt;lucciole per lanterne!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Adattamento di G.Noferini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-1224640448692414922?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/1224640448692414922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=1224640448692414922' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/1224640448692414922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/1224640448692414922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/il-calabrone.html' title='Il calabrone'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-5158089930853123494</id><published>2008-03-19T03:47:00.000-07:00</published><updated>2008-03-20T15:29:18.979-07:00</updated><title type='text'>Il pensionato al minimo</title><content type='html'>(Impietosa satira su una certa categoria.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa vogliono, alfine, questi pensionati veri scocciatori in coatto far niente?&lt;br /&gt;Sono proprio degli indefessi e molesti scocciatori!&lt;br /&gt;Secondo il loro contorto modo di pensare, sono gli altri i colpevoli dei loro supposti disagi.&lt;br /&gt;Ma è chiaro che loro, solamente loro stessi sono gli ideatori di tale modo di vivere.&lt;br /&gt;Fra i pensionati c’è chi percepisce mensilmente, lauti emolumenti e chi (la maggioranza, infima genia!) una vera miseria, che ne fa degli autentici mendicanti. (ci manca infatti poco!).&lt;br /&gt;Domanda: perché questi pezzenti non si fanno giustizia da soli menando alla forca i colleghi più favoriti dalla sorte e, secondo il loro illogico ragionamento, emeriti grassatori?&lt;br /&gt;Comunque sono problemi peculiari di quest'infima categoria che non deve prendersela con l’attuale società, madre (si dice) di tanta iniquità!&lt;br /&gt;Basta! Se sono in angustie che ritornino a lavorare, esimi fannulloni!&lt;br /&gt;Invece si lagnano e si piangono addosso come se la negletta vita condotta dipendesse da chissà chi! Sono soltanto degli inetti, scriteriati (e perversi)!&lt;br /&gt;Forse il facoltoso (vero motore dell’economia moderna) dovrebbe privarsi del superfluo per aiutare questi inattivi individui, (vere palle al piede per l’istituzione attuale) pagando ulteriori ed ingiustificate tasse?&lt;br /&gt;Mai e poi mai! Serve, invece, restare in coerenza con gli attuali indirizzi politici.&lt;br /&gt;Ci dovevano pensare da giovani, questi ostinati, a mungere dovutamente la vacca da latte, come insegnano i più avveduti. Perché anziché scegliere di fare il commerciante incapace o l’artigiano eternamente fallimentare non si sono messi al soldo della pubblica Amministrazione?&lt;br /&gt;Lì, davvero, il domani è fulgido e la congrua pensione garantita!&lt;br /&gt;Ognuno, in verità, dovrebbe cercarsi un impiego statale. Infatti, lo Stato è la vera provvidenza e la sicurezza per l’indomani.&lt;br /&gt;Invece no!&lt;br /&gt;Gli stolti che hanno voluto far di propria testa ne subiscono ora le conseguenze e sono in preda a tardivi pentimenti!&lt;br /&gt;Questo è il destino per chi non è stato, a suo tempo, sagace e lungimirante.&lt;br /&gt;Allora ben giunga una liberatoria epidemia che dilaghi a iosa fra i pensionati al minimo e con susseguente falcidia in tre balletti li porti tutti via!&lt;br /&gt;Che risparmio, finalmente, per questo spremuto e oltraggiato Stato, invero sì amabile e caritatevole.&lt;br /&gt;Stato amorevole e riconoscente verso i figlioli eletti. Esso vuol bene solo a chi lo serve con lealtà negli anni del lavoro! Ma penalizza rigorosamente chi non riesce ad apprezzarlo, riservandogli un futuro di ristrettezze ed angosce.&lt;br /&gt;Perciò sopportiamo stoicamente i lagni ed i guaiti insopportabili di questi pensionati piagnucoloni!&lt;br /&gt;Dio ce ne renderà merito!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini 24 ottobre 2003&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-5158089930853123494?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/5158089930853123494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=5158089930853123494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5158089930853123494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5158089930853123494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/il-pensionato-al-minimo-impietosa.html' title='Il pensionato al minimo'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-8194860744542203147</id><published>2008-03-15T03:34:00.000-07:00</published><updated>2008-03-15T04:02:30.946-07:00</updated><title type='text'>ma in che mondo viviamo?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Viviamo in un mondo  troppo prevedibile; prevedibile nel senso che ogni giorno è  la solita manfrina, specialmente in questo paese di &lt;em&gt;poeti e navigatori&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;sic!&lt;/div&gt;Infatti, in ogni classifica internazionale riguardante  meriti nazionali, siamo sempre fra  prime posizioni (basta capovolgerla!)&lt;br /&gt;Questo non è certo motivo d'orgoglio per l'italica gente che: &lt;strong&gt;"...fatti non foste a viver come bruti...."&lt;/strong&gt; ecc. ecc.  pare aver dimenticato la propria illustre progenie.&lt;br /&gt;Ma mica siamo e mai saremo simili  a  indottrinati Kmer rossi che per rinnovare il vecchio mondo azzerarono una delle più vecchie culture asiatiche e trucidarono tre milioni di connazionali.&lt;br /&gt;Comunque, in un mondo in cui il solo ideale è quello del profitto e della vacanza programmata, siamo certamente in buona compagnia e verrà il momento in cui i popoli cosiddetti emergenti ci colonizzeranno al fine d'impedirci di portare il pianeta al collasso totale.&lt;br /&gt;........&lt;em&gt;tutto va ben, Madama la Marchesa!&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-8194860744542203147?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/8194860744542203147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=8194860744542203147' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8194860744542203147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8194860744542203147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/ma-in-che-mondo-viviamo.html' title='ma in che mondo viviamo?'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-5339113224160925273</id><published>2008-03-13T03:06:00.000-07:00</published><updated>2008-03-13T03:11:00.344-07:00</updated><title type='text'>Il materassaio</title><content type='html'>Sono il materassaio&lt;br /&gt;Sono proprio io, il vostro materassaio; tutte le massaie mi cercano per battere e rimettere a nuovo i loro materassi, quando sono diventati duri e deformati.&lt;br /&gt;Queste spose mi sono così affezionate che, quando vado a lavorare da loro, non si scordano mai di farmi trovare un bel paglioso (fiasco di vino) a mia completa disposizione.&lt;br /&gt;Dovete sapere che il mio lavoro è faticoso e pieno di polvere, per cui, ogni tanto c’è da risciacquare il gargozzolo.&lt;br /&gt;Adesso vi fo vedere come faccio a rimettere a nuovo un logorato materasso di lana di pecora.&lt;br /&gt;Per primante cosa guardo in che condizioni è il guscio e se non è da buttar via lo riadopero.&lt;br /&gt;Intanto cavo via dal materasso tutta la lana che c’è dentro e la metto in una grande balla e poi comincio a batterla, su uno stoino, con una lunga vetta di salcio.&lt;br /&gt;Questa prima passata serve ad allentare le fibre tutte intricate dal lungo uso e poi fo un ripasso a mano, fiocco per fiocco, per disfare i nodi delle streghe, come dice il popolino a proposito di certi volgoli aggrovigliati che si formano nella lana dopo un lungo uso.&lt;br /&gt;Ora incomincio a scardazzarla con lo scardazzatore che, con i suoi lunghi denti affilati, la rende soffice e delicata.&lt;br /&gt;Una volta trattata a dovere comincio ad infilarla, a piccole manate, dentro il guscio che ho steso su un tavolato, posato su due capre di legno.&lt;br /&gt;Questo lavoro richiede una grand'attenzione, se si vuole che il materasso venga ben cedevole, morbido e liscio.&lt;br /&gt;Ecco, ho finito d’infilar la lana lavorata, ma ora viene il difficile……&lt;br /&gt;Ora devo rendere stabile l’imbottitura e mi armo di un lungo ago da materassaio, filo sottile e resistente e tanta pazienza.&lt;br /&gt;Infilo un pezzo di spago nella cruna e passando e ripassando il materasso da parte a parte, cominciando dal centro, lo impuntisco con cura e precisione e senza dimenticare di infilare un bioccoletto di lana fra il filo e la stoffa per non romperla sotto il forte tirare.&lt;br /&gt;Nel frattempo mi sono quasi scolato il fiasco di vino rosso, ma mica vorreste farmi morire asfissiato?&lt;br /&gt;Quando ho finito sono così soddisfatto del mio lavoro che quasi dimentico di dare il conto alla felice padrona di casa.&lt;br /&gt;Così siamo contenti in tre: la massaia, io e……il materasso che non era mai stato così bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Noferini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-5339113224160925273?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/5339113224160925273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=5339113224160925273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5339113224160925273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/5339113224160925273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/giancarlo-noferini-sono-il-materassaio.html' title='Il materassaio'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-2099481964521823236</id><published>2008-03-13T03:04:00.000-07:00</published><updated>2008-03-13T03:05:42.878-07:00</updated><title type='text'>l'aquilone</title><content type='html'>Giancarlo Noferini  giovedì 13 marzo 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’AQUILONE&lt;br /&gt;Noi ragazzi nati fra gli anni 30 e gli anni 40 lo chiamavamo avilone; codesto a causa del singolare vizio pesciatino di sopprimere o cambiare qualche lettera nelle parole di più comune accezione.&lt;br /&gt;I ragazzi di queste generazioni, di solito si divertivano a far volare vari aggeggi, nei modi più disparati ed ingegnosi.&lt;br /&gt;Questo desiderio era, in parte, dovuto all’allora vigente sistema propagandistico del regime fascista. Martellando i giovani con la descrizione d’epiche e supposte imprese compiute dagli invincibili piloti della nostra gloriosa Aviazione, accadeva che ognuno di noi s’identificasse in un ardimentoso e temerario aviatore; questo doveva esser pronto a sacrificarsi per abbattere i micidiali aerei degli odiatissimi inglesi, nemici giurati dell’italica democrazia.&lt;br /&gt;Il risultato di tale concetto era che ciascuno passasse il tempo libero con  l’esprimere la propria inventiva realizzando strani arnesi che si sarebbero dovuti librare nell’aria con leggerezza ed agilità.&lt;br /&gt;Di solito invece cadevano subito a terra rovinosamente.&lt;br /&gt;I più perseveranti cercavano di carpire, ragionando, i segreti del volo onde applicarli ai semplici marchingegni fatti in casa.&lt;br /&gt;Si cominciava, con il rischio di punizioni familiari, a sacrificare fogli e fogli dei quaderni scolastici per mettere insieme semplici aggeggi capaci di volare per qualche istante.&lt;br /&gt;Il primo passo del principiante era di piegare e ripiegare tali fogli al fine di tirar fuori qualcosa che, in pratica, precorreva la linea degli attuali missili intercontinentali.&lt;br /&gt;Essi erano in grado, con un’adeguata spinta manuale, di volare davvero per qualche metro per poi atterrare con grazia, provocando grida di giubilo da parte dei più piccoli ai quali non era permesso di partecipare alla fabbricazione se non in grado di volenterosi aiutanti. &lt;br /&gt;Dopo tale stadio i più capaci  cercavano di mettere insieme, con adeguate piegature dei suddetti fogli di quaderno, dei veri e propri piccoli aerei che volteggiavano con eleganza per alcuni secondi.&lt;br /&gt;Quelli che atterravano planando venivano messi da parte con cura e quelli che cadevano malamente in picchiata venivano distrutti fra lamenti ed alti lai di coloro che li avevano malamente attuati.&lt;br /&gt;Questo perché c’erano delle regole e degli accorgimenti da seguire se si voleva realizzare qualcosa che fosse in grado di funzionare.&lt;br /&gt;Io, in particolare, avevo formato un gruppetto di coetanei che si davano da fare per disegnare in modo approssimato i modelli da costruire ed in ciò ero aiutato anche da mio padre che era un capace modellista.&lt;br /&gt;La costruzione di questi minuscoli aerei veniva in seguito tralasciata ed avvicendata dalla passione irrefrenabile per l’avilone!&lt;br /&gt;Gli aquiloni e la loro relativa forma, erano parto della fantasia e dell’abilità di colui che ad essi dedicava il proprio tempo libero (in verità scarso a causa dello studio o del lavoro a cui nessuno poteva sottrarsi fin dalla tenera età).&lt;br /&gt;Comunque esistevano delle forme standard che venivano adottate da quasi tutti.&lt;br /&gt;La più elementare era la vecchia che era costituita da due pezzi di canna incrociata e spaghi colleganti i vertici al fine di formare un semplice quadrato; se poi aggiungevi un’opportuna coda di bilanciamento ed l’indispensabile briglia il gioco era fatto e se avevi la fortuna d’incappare in una forte tramontana, riuscivi ad alzare questa rudimentale semplicità ma era pur sempre un effimero successo.&lt;br /&gt;C’erano poi il modello romboidale e quello a losanga che costituivano già un certo passo avanti.&lt;br /&gt;I più bravi costruivano la giunca che era assemblata con i giunchi; questi erano estremamente flessibili e permettevano di realizzare forme più armoniose anche se la resa aerodinamica lasciava sempre a desiderare; in realtà molti tenevano ad esibire solo la loro bravura nel costruire aquiloni sempre più belli e colorati ponendo in seconda linea la vera vocazione di questi che era quella di volare in barba all’estetica!&lt;br /&gt;Va detto che i giunchi altro non erano che i lunghi e flessibili rami di un’utile pianta che cresceva nel nostro fiume e che adesso (ci dicono per la funzionalità e la sicurezza degli argini) è relegata nel regno dei ricordi.&lt;br /&gt;Ma i più pretenziosi di noi erano insoddisfatti dei risultati raggiunti ed avvertivano l’impellente bisogno di creare qualcosa di più ardito e funzionale.&lt;br /&gt;Un vecchio documentario di regime ci fece trovare una rivoluzionaria soluzione.&lt;br /&gt;In tale spezzone cinematografico si vedevano volare degli enormi aquiloni fatti a prismi collegati fra loro al fine d’avere disponibili ampie superfici portanti e sovrapposte.&lt;br /&gt;Aiutati da qualche adulto volenteroso ed entusiasta realizzammo un oggetto volante simile nella forma ad un vero aeroplano e di notevoli dimensioni per essere un’avilone.&lt;br /&gt;In lunghezza e larghezza si sfioravano i due metri ed un mezzo metro di distanza fra i due piani sovrapposti.&lt;br /&gt;L’assemblaggio ebbe luogo in casa mia e fu un vero impegno trovare canne così sottili e resistenti; anche per la copertura ci furono vari problemi ma l’entusiasmo del gruppo fu sufficiente per farci superare ogni difficoltà.&lt;br /&gt;Dopo un mese di lavoro collettivo eravamo pronti per la grande prova ma ecco subito presentarsi uno smisurato imprevisto.&lt;br /&gt;Eravamo così presi nel lavoro che non tenemmo conto della cosa più elementare, cioè che un oggetto così voluminoso non sarebbe riuscito a passare dall’uscio di casa e nemmeno dalla stanza di lavoro.&lt;br /&gt;Ci trovavamo proprio alla disperazione finché mio padre non smontò una finestra da cui con enormi difficoltà riuscimmo portare fuori quel mostro volante.&lt;br /&gt;Eravamo convinti che quest’affare avrebbe volato approfittando della forte tramontana che mugghiava quel fatidico giorno.&lt;br /&gt;Ed infatti volò, eccome, ma anche troppo bene.&lt;br /&gt;Dopo aver montate le briglie ed collegato un robusto spago di oltre cento metri lunghezza io stesso m’assunsi l’onore e la responsabilità del collaudo.&lt;br /&gt;Il fatto è che a nessuno era venuto in mente che per reggere un aquilone così spropositato un ragazzo da solo sarebbe stato subito trascinato via dalla forza del vento.&lt;br /&gt;Nemmeno io pensai ad adoprare un paio di guanti per non ustionarmi le mani a causa della frizione del ruvido e robustissimo cavo di controllo.&lt;br /&gt;Il mostro, senza troppi ripensamenti, prese un enorme velocità di innalzamento ed io cominciai ad urlare dal dolore alle mani.&lt;br /&gt;Un adulto comprese ciò che stava accadendo e con le sue robuste e callose mani mi tolse dagli impicci; mi ero proprio ustionato ma il maestoso spettacolo di quel grande aquilone che prendeva rapidamente quota ci lasciò tutti a bocca aperta.&lt;br /&gt;Ma s’avvertiva nell’aria l’approssimarsi di una fatale conclusione!&lt;br /&gt;Dopo pochi minuti il filo era finito; l’ingordo s’era bevuti cento metri di filo in un battito d’occhio e ne esigeva ancora, con sfacciata prepotenza.&lt;br /&gt;Qualcuno reperì ancora qualche gomitolo di spago che l’ingrato trangugiò ingordamente ma il peggio doveva ancora venire.&lt;br /&gt;La fatica per reggere il cavo era troppa anche per gli adulti ed allora si convenne di ancorarlo ad un grosso palo che era nei paraggi.&lt;br /&gt;A quel punto l’aquilone era talmente in alto che ci bruciavano gli occhi per seguirne le maestose evoluzioni dovute alla forza del vento.&lt;br /&gt;A riportarlo giù non c’era nemmeno da pensarci perché nessuno n'avrebbe avuta la forza necessaria.&lt;br /&gt;Non restava che confidare nel fatto che solitamente verso quell’ora la tramontana cominciava a diminuire d’intensità, cosa che ci avrebbe consentito un più agevole recupero di quel coso volante.&lt;br /&gt;Purtroppo le cose non andarono nel verso sperato; il cavo era ormai teso come una corda di violino ed emetteva un sibilo sinistro che non ci faceva prevedere nulla di buono.&lt;br /&gt;L’attesa s’era fatta così spasmodica che nessuno emetteva un fiato in più.&lt;br /&gt;All’improvviso ci fu uno schiocco di frusta ed il cavo si tranciò di netto.&lt;br /&gt;In questi casi un aquilone responsabile comincia cadere non troppo rovinosamente e permette di essere recuperato sia pure ammaccato e con qualche costola rotta.&lt;br /&gt;Ma lui volle fare di testa sua e, sia pure in maniera illogica, continuò in un’inarrestabile ascesa che presto ce lo fece perdere di vista.&lt;br /&gt;Il dispiacere fu immenso per tutti, anche per i vicini che avevano assistito, increduli, a tutta la vicenda e che corsero unanimi ad asciugare le nostre copiose lacrime.&lt;br /&gt;Era ormai sera e rimandammo le ricerche al giorno seguente.&lt;br /&gt;Ricerche che risultarono subito vane ed infatti per chilometri in giro nessuno aveva visto dove fosse finito quel lazzarone d’aquilone.&lt;br /&gt;Trascorsero varie settimane dal fattaccio e cominciarono a circolare strane voci riguardo ad un grosso ed informe oggetto colorato che si trovava impigliato nel parafulmine di un’alta ciminiera.&lt;br /&gt;Sembra che i proprietari della cartiera di cui detta ciminiera faceva parte fossero oltremodo incazzati&lt;br /&gt;per l’accaduto e per gli eventuali danni riportati dal parafulmine.&lt;br /&gt;Naturalmente nessuno di noi si fece avanti e la faccenda ebbe termine con la caduta a terra di ciò che restava della nostra ingrata creatura.&lt;br /&gt;Fingendoci normali curiosi anche noi andammo a contemplare, con il nodo alla gola, i miseri e colorati resti ma neanche uno della cricca si fece avanti per recuperare qualcosa dal mucchio informe.&lt;br /&gt;L’accaduto ci servì da lezione per cui in seguito continuammo a costruire con entusiasmo quel modello d’aquilone ma attenendoci a misure molto più ridotte.&lt;br /&gt;La quasi totalità dei ragazzi seguitò per anni a dilettarsi d'aquiloni che andavano ad alzare sul greto del fiume con alterne fortune.&lt;br /&gt;Poi con l’avvento dei giochi virtuali, molti di loro s’impigrirono e si dedicarono al Nintendo ed altri congegni elettronici.&lt;br /&gt;Progresso?&lt;br /&gt;Permettetemi di aver dei dubbi al riguardo ma il consumismo esige questo e ben altro.&lt;br /&gt;Questi ragazzi non proveranno mai l’indicibile ebbrezza del correre per prati e colline con il filo di un aquilone in mano.&lt;br /&gt;Loro razzi e missili li lanciano sullo schermo del computer e si divertono un mondo.&lt;br /&gt;Io invece, alla mia avanzata età mi diverto ancora a mandare aquiloni che continuo a costruire con le mie mani.&lt;br /&gt;I negozi specializzati fanno quattrini con coloro che amano ancora l’aquilone ma, oggi, nessuno si vuole complicare la vita con il montaggio di qualsiasi cosa.&lt;br /&gt;Con qualche centinaio di euro se li comprano già assemblati e questi prodotti sono pratici e bellissimi, tecnicamente validi ed impeccabili ma non daranno mai la soddisfazione di poter dire: questo l’ho fatto io!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appendice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Materiali in uso quando noi bambini, costruivamo aquiloni.&lt;br /&gt;In quei tempi i soldi nelle famiglie, in genere scarseggiavano per cui ognuno doveva arrangiarsi con le poche risorse disponibili.&lt;br /&gt;Lo scheletro dell’aquilone si faceva con comuni canne palustri ben essiccate e divise, per lungo, in quattro parti più sottili.&lt;br /&gt;La copertura s’attuava con carta pergamena dai vari colori ed oggi praticamente irreperibile.&lt;br /&gt;I meno abbienti adoperavano carta di giornale che essendo pesante e permeabile all’umidità appesantiva notevolmente l’aquilone che non ce la faceva ad alzarsi, se non in presenza di un vento di bufera.&lt;br /&gt;Per incollare la copertura sul telaio si otteneva un’ottima colla sciogliendo farina di grano in poca acqua a cui si poteva aggiungere un goccio d’aceto per ottenere un maggior potere adesivo.&lt;br /&gt;Il cavo di manovra ideale constava in gomitoli di spago ritorto ma questo tipo di spago non se lo potevano permettere in molti; allora si ricorreva al rozzo spago di canapa che appesantiva l’insieme ed aveva il brutto vizio d’aggrovigliarsi in matasse inestricabili che con gran bile dovevano poi essere gettate.&lt;br /&gt;Una volta in quota s’usava spedire lungo il cavo le letterine d’amore che si pensava la bella avrebbe visto nei suoi sogni.&lt;br /&gt;Questa pratica richiedeva che sul cavo non vi fossero grossi nodi per fare sì che l’amorosa missiva filasse velocemente verso alto e senza intoppi.&lt;br /&gt;Comunque non era indispensabile che sul foglio fossero scritti messaggi, perché anche un semplice foglio in bianco saliva velocemente verso l’alta meta; d’altronde a tutti piaceva fantasticare su improbabili sviluppi delle proprie vicende personali.&lt;br /&gt;La perseveranza premiava così i più ingegnosi che con pochi e modesti materiali arrivavano a lanciare nell’azzurro il proprio avilone!&lt;br /&gt;Nel presente si potrebbero costruire meravigliosi aquiloni con i prodotti disponibili sul mercato specializzato.&lt;br /&gt;Io ho costruito recentemente un prismatico a forma d’aereo di un metro per un metro per venticinque cm. dal peso di solo duecento grammi.&lt;br /&gt;Possiedo anche un acrobatico che purtroppo sfrutto poco o punto dato che richiede notevoli doti di fiato ed agilità che cominciano ad essere carenti.&lt;br /&gt;Allora, nei giorni ventosi me ne vado, solo soletto, a godermi le evoluzioni del mio aquilone, bello e colorato e rattoppato.&lt;br /&gt;Purtroppo nessun giovane, nipoti compresi, ha voluto seguirmi in quest’arcaico ma affascinante passatempo perché oggi impera la velocità e la praticità e nessuno indugerebbe nel far volare un lento e flemmatico aquilone.&lt;br /&gt;Non c’è tempo, non c’è tempo, tutti ribadiscono.&lt;br /&gt;In tempi andati si diceva che il tempo lo dà Dio……..ma anche così va bene.&lt;br /&gt;….o bere o affogare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-2099481964521823236?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/2099481964521823236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=2099481964521823236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/2099481964521823236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/2099481964521823236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/laquilone.html' title='l&apos;aquilone'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' 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cominciare a soffiare nella cannuccia intrisa nell’acqua saponosa  per far di bolle ed all’inizio, ciò, non è poi così facile come sembrerebbe.&lt;br /&gt;Come per tutte le cose, anche per le più semplici, bisogna fare un po’ di pratica e poi va tutto liscio.&lt;br /&gt;Anche nel fare le bolle di sapone c’è chi è più o meno abile e chi è bravo riesce a soffiare bolle più grandi.&lt;br /&gt;Queste bolle sono veramente un miracolo per la loro fragilità e delicatezza, con il loro cangiare nei vari colori dell’iride e con il loro leggero volare in balia della brezza più lieve.&lt;br /&gt;I bambini piccoli danno acuti strilli di gioia e le inseguono per afferrarle ma appena le sfiorano….paff, la bolla sparisce!&lt;br /&gt;I ragazzi grandicelli sperimentano sempre nuove miscele con empirici ingredienti, nella speranza di ottenere bolle sempre più grandi e se ottengono un sia pur lieve risultato non rivelano a nessuno la nuova formula; ciò per stupire gli amici e vincere qualche eventuale gara a chi riesce ad ottenere la bolla più grossa o duratura.&lt;br /&gt;Io, alla mia avanzata età, mi diverto ancora a far le bolle per la gioia dei miei nipotini e mischiando vari saponi liquidi e altre diavolerie moderne, reperibili in bagno ed in cucina, riesco a fare bolle veramente enormi e così resistenti da riuscire ad inserire una bolla in un’altra bolla e in un’altra ancora.&lt;br /&gt;Resta il rimpianto che quando ero bambino non avevo a disposizione altro che acqua e qualche rimasuglio di sapone di Marsiglia.&lt;br /&gt;Anche questo farebbe parte del progresso ma, ormai, le preistoriche e obsolete bolle di sapone non le vedi fare più ad alcuno.&lt;br /&gt;Oggi si trovano in commercio confezioni per fare bolle di plastica che sono veramente brutte a vedersi o quei tubetti in cui soffiando in un aggeggio ottieni una serie di minuscole bollicine che fanno veramente ridere e nulla lasciano alla creatività ed al sapersi arrangiare del ragazzo moderno che, d’ altronde, è un mostro di bravura con la play-station……..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-6736621354528375749?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/6736621354528375749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=6736621354528375749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6736621354528375749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/6736621354528375749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/bolle-di-sapone.html' title='bolle di sapone'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-1590175816331642622</id><published>2008-03-10T14:29:00.000-07:00</published><updated>2008-03-10T15:07:14.389-07:00</updated><title type='text'>continua......</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;........ comunque non vedo alternative, in questi particolari tempi, a quanto asserito prima.&lt;br /&gt;Mai come oggi, per grandi e piccini, è valso il detto: &lt;strong&gt;Non ti curar di lor, ma guarda e passa.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certamente il Sommo Poeta non intendeva questo ma, ben riflettendo, il verso s'adatta felicemente al comune senso della vita, intendendo che ciascuno pensa a se stesso e poco si cura dei bisogni altrui e, si badi bene,&lt;br /&gt;bisogni non necessariamente di carattere materiale............&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-1590175816331642622?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/1590175816331642622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=1590175816331642622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/1590175816331642622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/1590175816331642622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/continua.html' title='continua......'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6955137471053435002.post-351496175494523886</id><published>2008-03-09T03:59:00.000-07:00</published><updated>2008-03-10T15:07:48.056-07:00</updated><title type='text'>Stati d'animo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Stanotte stentavo a prendere sonno.&lt;br /&gt;Stavo rimuginando su quanto è diventato vacuo il significato del vocabolo&lt;br /&gt;"Amicizia".&lt;br /&gt;Sembra un qualcosa senza il minimo valore da attribuire.&lt;br /&gt;Vecchi amici (o tali considerati) ti voltano le terga senza alcun motivo apparente; di solito perchè sono entrati in rapporto con qualcuno che conta&lt;br /&gt;(almeno così pensano) e non hanno più tempo per te.&lt;br /&gt;Mi riprometto di tornare quanto prima sull'argomento per approfondirlo&lt;br /&gt;e cercare una congrua spiegazione; ciao a presto!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-351496175494523886?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/351496175494523886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=351496175494523886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/351496175494523886'/><link rel='self' 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prolifico ed esporre liberamente le idee che frullano nella mia venerabile capoccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao a presto.........&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6955137471053435002-8096980098936923822?l=lavilone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lavilone.blogspot.com/feeds/8096980098936923822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6955137471053435002&amp;postID=8096980098936923822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8096980098936923822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6955137471053435002/posts/default/8096980098936923822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lavilone.blogspot.com/2008/03/distinto.html' title='d&apos;istinto'/><author><name>Giancarlo Noferini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05110044857824246902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_bDs42p6pdaQ/SLv335HP69I/AAAAAAAAAE0/XOIx3Mjl6Zk/S220/155717.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
