Le sgrammaticature della RAI
Non vorrei essere l’unico utente ad avere notato quest'intollerabile segnale d’asineria da parte dei responsabili degli inserti pubblicitari con cui la benemerita RAI esorta gli utenti a mettersi in regola con il pagamento del canone d'abbonamento.
Se così fosse sarebbe manifesto il livello culturale medio del nostro popolo e quindi spero che anche altri si siano accorti dello strafalcione in questione.
In pratica si sollecitano i ritardatari a mettersi in regola con (udite, udite) l’ABBUONAMENTO.
Questo strano lemma non esiste nella lingua italiana, dato che la parola giusta è ABBONAMENTO, senza la U arbitrariamente intercalata dal sapientone designato (e ben retribuito) a svolgere tale incombenza.
Proprio a voler cercare il pelo nell’uovo, la parola ABBUONAMENTO si potrebbe far derivare da
ABBUONARE che, in però significa fra l’altro, praticare uno sconto od offrire un omaggio su quanto dovuto, ma non è per niente così, anzi si tratta del contrario (vedi sanzioni per ritardato pagamento del canone).
Non mi si venga a dire, per carità, che si tratta di facezie o freddure da non prendersi sul serio perché invece l’accaduto rende evidente il fatto che l’Amministrazione della RAI è in mano ad un branco di somari da assimilare a coloro che per il consueto servilismo fanno vista di non accorgersi di ciò che avviene intorno a loro.
Ho paura che questa gente, in definitiva, costituisca addirittura la maggioranza degli utenti, plagiati scaltramente da Mediaset e che, fra l’altro non sono in grado di mettere insieme una semplice lettera.
Figuriamoci se sono in grado di rilevare errori grammaticali, peculiari di tanti dipendenti pubblici.
Le nuove generazioni usano scrivere, per quel poco di cui sono capaci, nel modo il più possibile abbreviato, ricorrendo a simboli che in un testo letterario c’entrano come il cavolo a merenda!
Comunque sembra che ai nostri parrucconi non interessi un bel niente dell’imbarbarimento in atto
del modo di scrivere, anche di scrittori alla moda e dei nostri politici, che di svarioni ed abbagli simili ne fanno pane quotidiano.
Allora non facciamone un dramma, ma teniamo sempre presente, la desolante mancanza di una, sia pur semplice, cultura fra tutti coloro che in Italia si sono arrogati il diritto di comandare la nazione e di legiferare.
Fin che dura………
Giancarlo Noferini domenica 8 febbraio 2009.
Finalmente posso rendere noto a tutti, il mio stato d'animo, liberamente e senza coercizioni! Questa è la vera libertà che ho cercato per una vita e che mi permetterà di far sapere agli altri ciò che agita i miei pensieri, anche se ciò interesserà a pochi....
domenica 8 febbraio 2009
giovedì 29 gennaio 2009
Il bavaglio a tutti gli italiani
Lentamente, molto lentamente ci stanno tutti quanti cloroformizzando.
Meglio ancora,ci hanno mitridizzato e, direi, con pieno successo.
Siamo diventati immuni ad ogni veleno, giornalmente propinatoci
Ogni giorno ci inchiappetano vigorosamente e noi restiamo proni e servizievoli, senza emettere un fiato, da veri pecoroni quali siamo, e qui aveva ragione Al Tappone quando definì così tutti gli italiani.
E' d'oggi il provvedimento che in pratica rende impossibili, salvo casi eccezionali (..e quali?) le intercettazioni da parte dei tanto vituperati magistrati. Mi rivolgo allora a tutti i miei connazionali: "Va bene così?"
Contenti voi, contenti tutti!
Io non ci stò,......cogito ergo sum.
Meglio ancora,ci hanno mitridizzato e, direi, con pieno successo.
Siamo diventati immuni ad ogni veleno, giornalmente propinatoci
Ogni giorno ci inchiappetano vigorosamente e noi restiamo proni e servizievoli, senza emettere un fiato, da veri pecoroni quali siamo, e qui aveva ragione Al Tappone quando definì così tutti gli italiani.
E' d'oggi il provvedimento che in pratica rende impossibili, salvo casi eccezionali (..e quali?) le intercettazioni da parte dei tanto vituperati magistrati. Mi rivolgo allora a tutti i miei connazionali: "Va bene così?"
Contenti voi, contenti tutti!
Io non ci stò,......cogito ergo sum.
sabato 24 gennaio 2009
Bolle di sapone

Giancarlo Noferini
Bolle di sapone
…..come ci divertivamo con poco o niente.
Infatti bastavano poche scaglie di sapone da bucato, un vecchio bicchiere ed una cannuccia ricavata da una canna vera e propria che cresceva sugli argini del fiume.
Non c’erano altri ingredienti, c’era da fare solo un po’ di lavoro per amalgamare il sapone con l’acqua messa nel bicchiere; in pratica si soffiava, con la canna, nella miscela d’acqua e sapone fino a quando questo non s’era disfatto, formando un soluzione viscida e schiumosa.
Ora non restava che cominciare a soffiare nella cannuccia intrisa nell’acqua saponosa per far di bolle ed all’inizio, ciò, non è poi così facile come sembrerebbe.
Come per tutte le cose, anche per le più semplici, bisogna fare un po’ di pratica e poi va tutto liscio.
Anche nel fare le bolle di sapone c’è chi è più o meno abile e chi è bravo riesce a soffiare bolle più grandi.
Queste bolle sono veramente un miracolo per la loro fragilità e delicatezza, con il loro cangiare nei vari colori dell’iride e con il loro leggero volare in balia della brezza più lieve.
I bambini piccoli danno acuti strilli di gioia e le inseguono per afferrarle ma appena le sfiorano….paff, la bolla sparisce!
I ragazzi grandicelli sperimentano sempre nuove miscele con empirici ingredienti, nella speranza di ottenere bolle sempre più grandi e se ottengono un sia pur lieve risultato non rivelano a nessuno la nuova formula; ciò per stupire gli amici e vincere qualche eventuale gara a chi riesce ad ottenere la bolla più grossa o duratura.
Io, alla mia avanzata età, mi diverto ancora a far le bolle per la gioia dei miei nipotini e mischiando vari saponi liquidi e altre diavolerie moderne, reperibili in bagno ed in cucina, riesco a fare bolle veramente enormi e così resistenti da riuscire ad inserire una bolla in un’altra bolla e in un’altra ancora.
Resta il rimpianto che quando ero bambino non avevo a disposizione altro che acqua e qualche rimasuglio di sapone di Marsiglia.
Anche questo farebbe parte del progresso ma, ormai, le preistoriche e obsolete bolle di sapone non le vedi fare più ad alcuno.
Oggi si trovano in commercio confezioni per fare bolle di plastica che sono veramente brutte a vedersi o quei tubetti in cui soffiando in un aggeggio ottieni una serie di minuscole bollicine che fanno veramente ridere e nulla lasciano alla creatività ed al sapersi arrangiare del ragazzo moderno che, d’ altronde, è un mostro di bravura con la play-station……..
domenica 4 gennaio 2009
La beffa di natale

Per molti pensionati
Diciamoci la verità, se Bellachioma voleva, com’è avvezzo fare, prendere per i fondelli le classi più deboli e meno abbienti, bisogna dire che ci è pienamente riuscito!
Per dimostrare la sua grandezza d'animo e per alleviare le difficoltà peculiari dei pensionati al minimo, ha provveduto a inviare a costoro una master-card che si dovrebbe automaticamente ricaricare di quaranta euro mensili.
Questa carta è da usarsi solo in determinati esercizi commerciali e, bada bene, solo per acquisti alimentari o saldo bollette energetiche.
Resta il mistero di quali criteri si siano usati per favorire certe catene di distribuzione.
Meglio faceva il compianto Mortadella, che versava l’obolo direttamente sulla pensione ed evitava di esporre alla pubblica gogna (si fa per dire..) il povero indigente, già abbastanza vessato.
Può anche darsi che ci fosse realmente bisogno di un così macchinoso iter per aver diritto a tale accatto e ciò per evitare indebite assegnazioni.
In fin dei conti si ha a che fare con i furbastri degli italiani!
Ma lasciamo, sia pure a malincuore, perdere la forma e veniamo al sodo.
Secondo precise indicazioni ministeriali, la carta sarebbe stata caricata di centoventi euro, vale a dire quaranta euro mensili per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, entro due giorni dal ricevimento della stessa, come si rileva dal documento esplicativo consegnato agli aventi diritto, sic…
In verità, per la quasi totalità, la carica delle card assegnate sta avvenendo in questi giorni e per tal ragione, molti poveracci che si erano precipitati ai super per fare una congrua spesa natalizia si sono sentiti dire che la loro card era fasulla; molti squattrinati hanno dovuto mestamente rimettere la merce prelevata, sugli scaffali ed hanno anche dovuto sopportare gli ironici commenti degli altri avventori presenti al fattaccio.
In pratica, a Firenze direbbero: “Agli zoppi, grucciate!”
Forse per tutto l’accaduto, per Bellachioma e compari, esiste una demenziale giustificazione, elaborata nei loro imperscrutabili meandri cerebrali e che potrebbe essere, più o meno questa:
“Se questi eterni affamati si ritrovano in tasca una così cospicua ed inaspettata cifra, certamente si daranno ad inconsulti e pericolosi bagordi ed allora è necessario proceder per gradi e con la dovuta cautela, non si sa mai…”
In definitiva, i pensionati non hanno che da ringraziare il Grande Capo che, così facendo, ha loro evitato pericolosi ictus e perniciosi infarti al miocardio.
Forza ingrati pensionati, tutti in coro: “Grazie di cuor e grazie, grazie ancor al Grande Silvio che, al pari dell’Onnipotente, vede e provvede!”
……da cantarsi sull’aria di Grazie dei Fior, come Nilla Pizzi…..
Disse il Giusti: “Popolo ignorante e ciuco, tutto vede e pur ci crede!”
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