Finalmente posso rendere noto a tutti, il mio stato d'animo, liberamente e senza coercizioni! Questa è la vera libertà che ho cercato per una vita e che mi permetterà di far sapere agli altri ciò che agita i miei pensieri, anche se ciò interesserà a pochi....

giovedì 31 luglio 2008

Un'esperienza amara




Dovevo giungere a questa mia avanzata età per subire una frustrazione del genere, ma, come si suol dire, mai è troppo tardi per imparare a conoscere il prossimo tuo.
Frequenti persone per anni ed anni e ti sembrava d’aver trovato in costoro dei veri amici; amici nel senso più appropriato del vocabolo.
Per anni ed anni, infatti, ci siamo frequentati con persone che mostravano un sincero e reciproco affetto.
Uscivamo sempre insieme e mai una piccola nube aveva oscurato il variegato orizzonte di quella che consideravo una delle poche e vere amicizie che il fato ti dona con il trascorrere degli anni.
Pranzi, cene, viaggi, ferie costituivano una prassi ormai consolidata nel tempo.
E che dire degli scambi di auguri e di regali per ogni ricorrenza che Dio manda in terra?
In fin dei conti, qualcuno sa, in effetti, cosa significa la parola AMICIZIA?
Il termine deriva dal latino AMARE, da cui AMICUS.
In genere esistono vari gradi di amicizia che può essere più o meno intima, ma giammai sleale ed ipocrita.
Scomodando Aristotele si distinguono tre tipi di amicizia:
- amicizia basata sul piacere
- amicizia basata sull’interesse
- amicizia basata sulla bontà
Ebbene, l’amicizia di cui sto parlando ritengo che appartenesse all’ultimo tipo, ma evidentemente sbagliavamo.
Abbiamo, e ce ne rammarichiamo, sempre considerata l’amicizia un sentimento reciproco di affetto tra più persone, sia dello stesso o diverso sesso e che non pone vincoli specifici alla libertà di comportamento delle persone coinvolte.
Il paradosso sta nel fatto che qualcuno che era molto legato, ha preso alla lettera il concetto sulla libertà inerente al caso.
Per farla breve diciamo che un bel giorno, le persone di cui parlavamo all’inizio, sì sono presa la briga o l’incoscienza di esporci la nuova situazione in cui, secondo loro, si sarebbero venuti a trovare.
Hanno letteralmente dichiarato, senza peli sulla lingua, che avendo trovato nuovi e facoltosi amici, con tanto di ville e piscine, seconde case al mare ed in montagna, d’ora in avanti non avrebbero avuto più tempo da dedicare alle vecchie ed, ormai, obsolete amicizie ed in specialmodo quella con noi.
A sentir loro, d’ora in avanti i nostri rapporti sarebbero stati quelli di semplici conoscenti che si sarebbero salutati in occasionali incontri.
Degna di nota la magnanimità di questi individui che, adesso e con disappunto, non riesco più a considerare degni di una perduta stima.
Increduli, abbiamo chiesto notizie a riguardo di un involontario malinteso od altra antipatica diceria, a noi attribuita da terze persone.
Con classica faccia di bronzo ci hanno rassicurato che no, non era successo niente di tutto questo, ma che la loro presa di posizione era ben determinata e irreversibile.
Che dire, a questo punto!
Chi non mi vuole non mi merita?
Facile a dirsi, ma assai indigesto!
Considerarsi offesi sarebbe il minimo e nutrire risentimento sarebbe cosa logica.
La vera ed unica consolazione sembrerebbe essere quella che, con i tempi che corrono, non esistono più sentimenti e disponibilità per le amicizie disinteressate.
Tutto è basato sul tornaconto ed il profitto, anche l’AMICIZIA, quella con la parola maiuscola.
Queste cose fanno molto, ma molto male, non ai giovani che le considerano fatti normali, alle persone di vecchia generazione.
Resta da considerare il fatto che le persone implicate nei fatti, sono assidui frequentatori delle varie chiese locali e sono abitudinari nell’esibirsi in frequenti confessioni ed eucaristie.
Ebbene, io mi domando, avranno avuto il coraggio di chieder perdono al loro confessore di turno per la vigliaccata commessa?
Permettete il legittimo dubbio!
Comunque, chissà quante avemarie e pater nostri da recitare, avrà, nel caso, loro affibbiato il buon sacerdote per l’agognata remissione di peccati.
In tutta sincerità, non riusciamo a vederli come individui che faccino mea culpa, mea massima culpa.
Probabilmente ci incontreremo negli inferi che. se esistono, potrebbero essere la nostra destinazione finale.
Mal comune, mezzo gaudio……

Scritto, con disappunto e dispiacere, da Giancarlo Noferini il 30 luglio 2008


Nota dell'autore: ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale!

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