Finalmente posso rendere noto a tutti, il mio stato d'animo, liberamente e senza coercizioni! Questa è la vera libertà che ho cercato per una vita e che mi permetterà di far sapere agli altri ciò che agita i miei pensieri, anche se ciò interesserà a pochi....

giovedì 17 aprile 2008

Il ritorno del Messia

A volte ritornano.........
Ma come avrà mai fatto Silvio Magno a riprendersi la Presidenza del Consiglio, addirittura per la terza volta in un quindicennio?
Probabilmente, alla base di ciò, esistono esigenze pratiche che la Sinistra, solennemente trombata, non riesce a percepire, adagiata com'è in un'inadeguata consapevolezza delle proprie possibilità.
Confrontando la campagna elettorale di Veltroni per il suo PD e quella di Berlusconi per il suo PDL si vede che il, forse obsoleto buonismo e disponibilità al dialogo, elementi che hanno caratterizzato gli appelli di Veltroni si sono scontrati con la furbizia e la, sempre di moda, condanna del Comunismo, gettata e rigettata di continuo, in faccia alla divisa sinistra, dal sempre euforico Cavaliere. (ma non è, allora, vero che risum abundat orem stoltorum?)
Il round si è chiuso con un disastroso ed inaspettato Ko per l'indifesa sinistra,rea di non di non aver fatto i conti con l'indiscusso carisma che l'Unto del Signore esercita sulla maggior parte degli Italiani.
Anche se dotato di modesta cultura, Silvio è ritenuto una specie di Messia dall'italiano medio che, eternamente in trance, viene di continuo plagiato dai palinsesti di Mediaset.
Addirittura, egli, riesce ad apparire vittima dei media quando, spesso,costoro lo fraintendono.
E' egli l'eterno Malinteso, vittima di certe oscure forze della sinistra estrema.
S'é accorto, il novello Profeta, di che pasta è fatta la maggioranza dell'italica gente ed ha accortamente adeguato i suoi metodi di convincimento.

L'italiano, fin dai tempi più remoti ha sempre, più o meno coscientemente,
coltivato il culto della personalità che, chiaramente, non manca al Cavaliere.
Egli rappresenta ciò in cui s'identificano quasi tutti gli italiani e, così, li ha portati a credere che il successo nella vita sia alla portata di chi sappia sfruttare le opportunità che si presentano quotidianamente nella vita d'ognuno,anche in barba ai principi etici vigenti.
Così è ritornato nuovamente al potere e, con i suoi fedeli alleati , tornerà ad emanare nuove leggi ad personam, gettando opportunamente qualche utile
briciola a chi lo ha, ed anche a chi non lo ha, riportato sugli altari.
Comunque tutto questo è ciò che il popolo ha liberamente, (ed incosciamente) scelto.
Non ci resta che sperare nei saggi propositi di Silvio Magno di prodigarsi per bene comuune e non solo del suo e dei suoi opportunisti tirapiedi.
Comunque è l'ora di finirla con il buonismo fin qui adottato dal placido Mortadella e dal troppo accomodante Walter.
Siamo in Italia, un felice paese in cui l'avrà sempre vinta chi urla ed offende di più, a dritta ed a manca.
Disse un nostro illustre conterraneo:
I più tirano i meno, posto che sia nei più senno e virtù!
Mi cullo nella certezza che sappiate chi era questo nostro conterraneo.
Se qualcuno proprio non riesce ad indovinarlo mi può sempre lasciare un commento e vedrò di chiarigli le confuse idee.
Alla prossima!

venerdì 11 aprile 2008

Lo schizzato

Bisogno convenire che Silvio Magno ha coraggio da vendere o che è proprio schizzato.
Ieri ha concluso una farneticante campagna elettorale con l'insultare gli elettori che non lo voteranno e, su questa falsariga, ha continuato nelle sue
assurde elucubrazioni ed andando continuamente fuori dei binari. Non ha minimamente proposto alcunchè di costruttivo e si è limitato a dire che s' andrà incontro a grandi difficoltà, anche dando per scontata la propria affermazione elettorale.
Ma la mossa infelice, l'Unto del Signore, l'ha commessa comunicando al popolo romano, di essersi assicurato l'acquisto di Ronaldinho per il suo Milan.
E' stato subito subissato da un'impressionante marea di fischi ed ha visibilmente accusato il contraccolpo.
A questo punto, nel goffo tentativo di rimediare la gaffe, ha affermato che Totti, er Pupone, è fuorditesta quando mostra di simpatizzare per quel comunistaccio (peste lo colga!) candidato Sindaco di Roma, Rutelli.
Peggio di così non poteva andare ed in chiusura del comizio, i fiacchi battimani dei pochi accoliti sotto il palco, sono stati sepolti da una, per lui inammissibile, berciante ed offensiva protesta.
Piuttosto provato, Silvio Magno, si è beccata la riprovazione della piazza romanesca e laziale e ciò non è di poco conto per la popolarità di un futuro capo di governo, cosa di cui Egli si ritiene ormai certo.
Ora si starà probabilmente leccando le ferite, ma mi chiedo cosa mai avrà in serbo quel camaleonte del Berlusca e quale sarà la sua prossima ed imprevedibile mossa?
Come il gatto, Silvio Magno ha sette e più vite!