Ma come avrà mai fatto Silvio Magno a riprendersi la Presidenza del Consiglio, addirittura per la terza volta in un quindicennio?
Probabilmente, alla base di ciò, esistono esigenze pratiche che la Sinistra, solennemente trombata, non riesce a percepire, adagiata com'è in un'inadeguata consapevolezza delle proprie possibilità.
Confrontando la campagna elettorale di Veltroni per il suo PD e quella di Berlusconi per il suo PDL si vede che il, forse obsoleto buonismo e disponibilità al dialogo, elementi che hanno caratterizzato gli appelli di Veltroni si sono scontrati con la furbizia e la, sempre di moda, condanna del Comunismo, gettata e rigettata di continuo, in faccia alla divisa sinistra, dal sempre euforico Cavaliere. (ma non è, allora, vero che risum abundat orem stoltorum?)
Il round si è chiuso con un disastroso ed inaspettato Ko per l'indifesa sinistra,rea di non di non aver fatto i conti con l'indiscusso carisma che l'Unto del Signore esercita sulla maggior parte degli Italiani.
Anche se dotato di modesta cultura, Silvio è ritenuto una specie di Messia dall'italiano medio che, eternamente in trance, viene di continuo plagiato dai palinsesti di Mediaset.
L'italiano, fin dai tempi più remoti ha sempre, più o meno coscientemente,
coltivato il culto della personalità che, chiaramente, non manca al Cavaliere.
Egli rappresenta ciò in cui s'identificano quasi tutti gli italiani e, così, li ha portati a credere che il successo nella vita sia alla portata di chi sappia sfruttare le opportunità che si presentano quotidianamente nella vita d'ognuno,anche in barba ai principi etici vigenti.
Così è ritornato nuovamente al potere e, con i suoi fedeli alleati , tornerà ad emanare nuove leggi ad personam, gettando opportunamente qualche utile
briciola a chi lo ha, ed anche a chi non lo ha, riportato sugli altari.
Comunque tutto questo è ciò che il popolo ha liberamente, (ed incosciamente) scelto.
Non ci resta che sperare nei saggi propositi di Silvio Magno di prodigarsi per bene comuune e non solo del suo e dei suoi opportunisti tirapiedi.
Comunque è l'ora di finirla con il buonismo fin qui adottato dal placido Mortadella e dal troppo accomodante Walter.
Siamo in Italia, un felice paese in cui l'avrà sempre vinta chi urla ed offende di più, a dritta ed a manca.
Disse un nostro illustre conterraneo:
I più tirano i meno, posto che sia nei più senno e virtù!
Mi cullo nella certezza che sappiate chi era questo nostro conterraneo.
Se qualcuno proprio non riesce ad indovinarlo mi può sempre lasciare un commento e vedrò di chiarigli le confuse idee.
Alla prossima!
